
Il mare. Selvaggio, sempre, anche quando è buono. Un pò come un cane randagio da addomesticare.Increspato, leggermente e pieno di riflessi radenti.E questo vento. Quanto mi piace!Sentire la brezza lieve che ti scompiglia i capelli raccolti,lasciarsi attraversare dall'aria piena di gabbiani,inspirare ed appropriarti di quel profumo magnifico che sa di crema solare, salsedine e sabbia.E annusarsi la pelle che sembra fresca al contatto con le guance che sono bollenti. E vedere che l'abbronzatura sta svoltando e immaginarsi con quel vestito ,la righina del costume e qualcuno che ti fa i complimenti per strada.E nutrirsi di albicocche, e avere la fortuna di avere l'affetto di chi si alza presto al mattino e ti fa trovare il croassant tiepidino per colazione in terrazzo. E le candele alla citronella, le stelle cadenti che precipitano nel nero più nero della pineta, e un sorso di vino bianco da accompagnare coi ricci. Restare a parlare fino ad addormentarsi e sentirsi liberi, come non accadeva da tempo,stando bene solo con se stessi e un buon libro sull'asciugamano umido.E poi quel pensiero. Quel sentore innato che ogni donna prima o poi ha. Nella testa, e nel cuore. Queste vertigini, questo sonno precoce. Il ritardo. Una mano mi scivola sulla pancia. Nessun ansia, nessuna paura. Come se fosse la situazione più naturale al mondo. Come se l'avessi sempre saputo.Sorrido. Provo a visualizzare. Allora mi viene in mente una creatura nuova. Che poi è un pò mia e un pò sua. Avrà i miei riccioli e i suoi occhi verdi?Di certo sarà strana e buffa. E soprattutto felice. Perchè amata. Metto l'i-pod e mi sdraio in questo rettangolo di sole.Distendo i piedi . Provo a sentirti.L'ombelico come un megafono. Ci sei?Cè nessuno là dentro?

