



I cimiteri sono inquietanti. Tutto quel silenzio, quella quiete fittizia. Quei fiori di plastica. Oddio come detesto i fiori finti! E ce n'è una quantita immensa: sono rossi, azzurri, rosa,gialli,bianchi.Dappertutto. Muti testimoni del tempo che passa, che logora e consuma.Ricordi sbiaditi di quello che era. Ma la cosa più angosciante restano le tombe: centinaia, migliaia di piccoli loculi impalati, come file di impiccati. La morte non cancella le diversità. No. Da un lato stanno i proletari deceduti, tutti insieme, ammassati in angusti spazi ridotti e dall'altro le cappelle dei ricchi, corinzie, doriche piene di colonne e di frasi poetiche. Non mi piacciono i cimiteri, no. Tutto quel buio, quei lumini fiochi, quei passi di angscia sul selciato, quelle lacrime ingoiate. Sa di dolore tutto intorno.Puzza il dolore ,come carcasse putrefatte. E il cigolio dell'ultimo saluto poi? Insopportabile. La terra gettata sulla cassa, una preghiera stanca. Il rimbombo delle voci degli amici, il lamento straziante dei cari. Vorrei essere immune da tutto questo rituale. Quando morirò voglio solo la pace e il commiato di chi ho amato. Un ogni caso è vero...la vita è come una montagna e va messa una pietra dopo l'altra, un passo dopo l'altro per poter giungere in cima.Tu ci sei arrivato. E so che ora ci guardi, prendi fiato e sorridi.
Ciao Carlo.

La felicità è una ricerca. Non si parla mai di lei come un dato acquisito, ma come una fase in movimento, come un continuo cercare. Un raggiungere qualcosa che sfugge, che nel momento stesso in cui l'afferri svanisce .Dura quanto? Un attimo, un momento, 5 minuti, un'ora,un giorno?Al massimo. Poi dinuovo non ce l'hai eppure la rincorri, la desideri, spendi la vita stessa per agguantarla e tenerla dinuovo con te, anhe se per infinitesimali istanti.Come sabbia di clessidra che sfugge dalle mani , eppure ti porta irresistibilmente a toccarla, a tuffarci dentro le dita. La serenità, il benesere, la pace, la tranquillità sono cose diverse, egualmente preziose, ma forse meno rare. Si può essere pacifici e beati per lungo tempo, senza mai provare quel briciolo di gioia pura, quella scintilla, che illumina un'esistenza intera. Non è una ricerca vana, credo. Non è un illudersi effimero e privo di valore. E' l'essenza stessa della vita: rincorrere i propri sogni, tentare di essere felici, di gustare quel pezzetto che spetta a tutti e che ci è dato. In questa lotta sta l'uomo. Se la felicità fosse a portata di mano ,se fosse facile raggiungerla non ci darebbe tanto, come invece succede quando riusciamo a carpirne un frammento.
***

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si rincorre credendo che la vita sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari, per poi magari scoprirsi ridicoli fuochi di paglia.
Non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide impossibili da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...che il profumo del caffe' al mattino e' un minimo rituale di appagamento, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un tramonto dai colori che scaldano dentro, gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori,un sorriso, un abbraccio, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una gioia lieve, ma autentica.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono irripetibili e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una lettera, dare una carezza o guardare una foto, per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono attimi felici e unici che non baratteresti per nulla al mondo.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni a cui non devi rinunciare.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa sensazione di completezza.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' gioia anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo )


Non ho mai pensato seriamente all'esame prima di ieri. Mancano tre settimane circa. Non riesco a vedermici 3 giorni a far pareri e atti quando a Rimini potrei passeggiare liberamente sulla spiaggia, ubriacarmi in qualche locale, ballare fino alle 5. Eppure così sarà. Preparerò il trolley carico di codici commentati con la giurisprudenza, bigliettini mini inconsultabili, tappi per orecchie gentilmente prestatimi e gli uso bollo che non potrò adoperare. Poi le biro rigorosamente nere a punta fine. Cioccolata fondente, succhi di albicocca, acutil ,supradin e magari pure il Guaranà in polvere che abbiamo comprato quest'estate alle bancarelle con D ed M. . Basterà? la srittura ora è leggibile, mi sono sforzata per modificarla , per cancellare una parte di me. Ho fatto fatica, mi ribellavo a dovermi piegare alle esigenze di lettura altrui eppure ho lavorato ogni giorno per mezz'ora con mia madre che paziente mi dettava, per mutare grafia e ce l'ho fatta. Poi la preparazione, c'è, ma le valutazioni buone degli scritti che faccio al corso mi lasciano perplessa. Non ho mai studiato molto, nemmeno all'università o a scuola...ho vissuto di rendita tutti questi anni. Poi la mia laurea è risalente...dopo il 2001 ho fatto altro, mi sono lanciata verso altre strade. Ho perso l'allenamento necessario a stare sul testo, a ripetere. Ho meno concentrazione di allora e più anni. Là sarà diverso. Sola, senza i miei compagni di disavventura al fianco, in una bolgia infernale di gentecollassata e isterica. Le mie certezze già labili hanno cominciato a cedere. La verità è che io lo temo questo esame. Questi esami. Tre scritti in tre giorni, una maratona allucinante, al limite della sopravvivenza. Non so come sarò ridotta la sera in albergo. Ieri ci scherzavamo su...scherzi , nottate in bianco, bottiglie gettate in mare,spogliarelli....avrò lo spirito per fare tutto questo??Se non dovesse andare come spero avrei l'umore giusto per stare con gli altri? Ho sempre preferito la condivisione, i gruppi, la collaborazione ed avere i miei amici con me, che debbono affrontare lo stesso salto mi ricuora un pò, però mi turba pure. In solitudine e in silezio potrei racimolare meglio le idee, potrei pensare. Ma io penso già troppo. Eviterò quindi l'isolamento. Farò come mi ha detto E. prima di andare là al mattino guarderò il mare, penserò ad un momento bello, immaginerò i piedi nella sabbia e il vento estivo fra i capelli. Farò il mio dovere. Aspetterò il 13 sera e poi sì, quel bagno gelido, il falò dei libri, le onde che si portano via quella preghiera. Quella speranza a cui attacco un pezzo di vita, ma non tutta. Perchè no, se non dovesse andare la prima volta non cambierà molto. Lo ritenterò. Lascerò comunque le scarpe in riva e camminerò piano, verso il futuro che mi aspetta.




Poniamo per assurdo che qualcuno volesse comprarmi un organo. Attività abbastanza diffusa nelle bidonville di Manila o nella poverissima Turchia pre Europa. E non solo. Ovviamente si tratta di persona altolocata, colta e abitante molto probabilmente nel Nord Europa ,Canada o USA. E mettiamo che questo signore sia un vecchio condannato alla dialisi perenne o anche a crepare entro 6 mesi. Ed aggiungiamoci anche che sia disposto a pagare ( a quei criminali della clinica) una cifra che si aggira sui 120 mila euro. 2 mila al max arriverebbero a me. Con i quali costruirei una baracchetta più decente delle altre, magari di mattoni, darei da mangiare riso o verdure ai miei 5 figli, diventerei un piccolo boss della zona e mi metterei a ricercare contenitori. Sì'. Di pezzi di corpo da cedere. Ovvero altri disperati come me che a 30 anni si ritrovano con un taglio nella schiena e le forze azzerate e che a 60, in quelle condizioni nemmeno ci arrivano senza un rene. Ecco ammettiamo per ipotesi che uno di questi signori venisse da me. Oltre a un calcio in culo ben assestato gli consiglierei un trapianto. Ma di cervello. E anche di cuore, perchè quello no, individui così non ce l'hanno davvero funzionante.

Avere a che fare con persone intelligenti complica le cose. L'intelligenza è un 'arma a doppio taglio. Ferisce di lato, in modo sottile e tagliente. Non lascia scampo all'illusione. Denuda la realtà delle cose e non ti permette scusanti. E' come una strana eco, che ti risuona dentro quello che non vorresti sentire. Può essere sorretta dall'intuito, allora non c'è scampo. Ho già sostenuto più volte che essere stupidi, in molti casi, aiuta. L'intelligenza è una condanna.
Ma tutt'intorno al centro resta l'infinito. Fa freddo e io sono viva. Tenterò di espandermi, ancora.

Aria gelida oggi. Cerco una nuvola che buchi il cielo. Non mi piace stare dietro la porta. Non sono paziente e non sono tollerante. I sentimenti rendono malleabili e ti fregano. Diventi una statua di pongo o plastilina e ti pieghi agli eventi, anche a quelli che detesti. Cielo algido, pieno di stelle. Sarà l'approssimarsi dell'esame, ma ho ripreso in mano me stessa e la mia dignità. Ho da sempre,in realtà, un orgoglio piuttosto sviluppato. Non mi basta. E' arrivato il momento di fare una scelta signori. Ho aspettato, ho dato spazio e fiducia, ho auspicato il maturare di scelte e nel frattempo il tempo è scaduto. C'è un orologio nella mia testa e ha scandito il momento con un trillo stridulo. Non voglio costringere ,ma nemmeno si può pretendere che io resti imprigionata in un ruolo che mi ha stancata, che non mi si confà e che soprattutto non capisco, viste le ottime premesse. E' come se per tutti questi anni avessi dormito. Un sonno sterile, protetto . Speravo che al mio risveglio tutto restasse immutato o che i nodi si sciogliessero da soli? Boh. Sta di fatto che le cose cambiano, è la vita che ci fa cambiare.Prima non era giusto aprire gli occhi, era un letargo necessario. Immaturità. Strda professionale da trovare. Divertimenti. Situazioni familiari....okokok. Ora però mi sono svegliata. I nodi sono sempre lì. Più o meno allentati, più o meno stretti. Ma mi paiono scuse. A volte il taglio netto serve, fa più male, ma poi si cicatrizza alla svelta e non ho intenzione di dissanguarmi piano, in uno stillicidio snervante e logorante. Ed ecco che affilo le mie forbici. Sono da sola a fare questo passo, ma non ho paura alcuna. Provo un rassegnato senso di scoramento e disorientamento, ma anche di eccitazione. Come fossi in un labirinto. Intorno una radura sconosciuta, da percorrere con alti stivali. Rimangono le parole scritte e non dette. Quelle sussurrate e giurate. E sono lame di forbici che si spezzano. Un rumore di fiocchi su strade grige, fangose. La cosa mi rattrista soprattutto perchè sono combattuta fra quello che provo e quello che vorrei , il che è la naturale conseguenza di quello che provo. Nella testa ho solo sfilacciati coriandoli. Inutili origami. Perchè no, non voglio perdere una persona che per me è molto più che essenziale e per cui io so di essere altrettanto .Nè voglio buttarmi alle spalle 10 anni di vita felice. La mia. Soprattutto perchè so che i suoi sentimenti sono sinceri e profondi. Però non posso restare appesa alle sue paure a tempo indeterminato. Se non riesce a sconfiggerle forse gli occorre un aiuto che io non posso dare o magari gli serve solo una decisa scrollatina. Non mi piacciono gli ultimatum ,i coltelli alla gola, mi sono sempre sembrate stronzate da donnette indecise . Però...se questo limbo non mi fa star bene qualcosa dovrò fare , se no diventa un concorso criminale con hi accuso. E l'unica cosa sensata mi sembra ritrarmi. Non sono io quella che pretende cose inverosimili tra l'altro, non chiedo niente, ma traggo risposte logiche, arrivo alle inevitabili conseguenze dell'indecisione che non mi è mai stata congeniale. Stelle puntute su un cristallizzato affresco nero. Due si possono amare alla follia, ma se vogliono cose incompatibili le strade si devono dividere? Per forza. Ergo, non farò nessuna proposta. Nessun pianto, nessuna isteria. Solo darò un abbraccio stretto con le forbici in tasca. Se non verrà fatta a me e in tempi ragionevoli, darò la mano,augurerò buona fortuna e mi chiuderò fuori. E quando quella porta si aprirà , perchè presto o tardi lo farà , fosse anche solo la curiosità di vedere se resto, io non ci sarò più. E allora saranno cazzi amarissimi. E dolorosi tagli. Oh sì. Ma non per me. Perchè io ho freddo, ma aspetto di farmi inzuppare le ossa dal gelo per poi scaldarmi meglio. Insipiro. Espiro. E mentre soffio l'aria fredda dai polmoni, mi sento pronta ad accettare la neve.



Sometimes
Close my eyes
Feel me now
I don't know how you could not love me now
You will know, with her feet down to the ground
Over there, and I want true love to grow
You can't hide, oh no, from the way I feel
Turn my head
Into sound
I don't know when I lay down on the ground
You will find the __ __ hurts to love
Never cared, and the world turned hearts to love
We will see, oh now, in a day or two
You will wait
See me go
I don't care, when you're head turned __ _ __
You will wait, when I turn my eyes around
Overhead when I hold you next to me
Overhead, to know the way I see
Close my eyes
Feel me now
I don't know, maybe you could not hurt me now
Here alone, when I feel down too
Over there, when I await true love for you
You can hide, oh now, the way I do
You can see, oh now, oh the way I do
My bloody Valentine
***

Avete presente questo video? Mi riferisco soprattutto ai primi minuti.Siamo in una metropoli che ,date le scritte in cinese, potrebbe essere Shangai o Hong Kong o al massimo Tokyo. E' notte ovviamente. La vista è mossa dalla prospettiva di chi guida che pare un pò sbronzo. Ci sono le luci, le insegne pubblicitarie giganti, i fari delle altre auto.E c'è la solitudine e il senso dell'attesa e della precarietà. Si è come sospesi in un limbo anestetizzato. Tutto scorre veloce e a frammenti,come lo si può vedere solo da un finestrino. In alto a destra c'è una luna piccola. Cazzo com'è piccola. Ma l'ho notata subito perchè non si smuove, resta là fissa, come un pipistrello appeso. Poi la narrazione continua e si vedono i passanti fermi ad aspettare l'autobus e sulle strisce pedonali con gli ombrelli,perchè piove forte, attraversano muti, miliardi di cieche formiche. Sui grattacieli vengono proiettate immagini continue di elefanti e dinosauri. L'iper tecnologia moderna e la preistoria a confronto. Adoro la canzone ed ancor più il video. Pieno di contrasti assurdi, che stridono. Il testo lento, dolce, serafico e le immagini frenetiche che si alternano con la quiete notturna,un pò triste di chi viaggia verso chissàche. Quell'azzurrino fumoso, dai contorni sbiaditi e l'incedere dell'auto attraverso la notte e l'ignoto. La protagonista femminile cerca qualuno. Entra in una specie di sala giochi e guarda un tizio che suona ,ipnotizzato davanti allo schermo di un videogioco in mezzo ad altri alienati che ballano e sparano a bersagli immaginari.E' lui il suo uomo?Non ci è dato saperlo. Alla fine c'è uno stacco. Qualcuno è alla finestra, scosta la tenda un arrimo, si vede appena il profilo della testa. Potrebbe essere lei. Ieri sera ho guidato così. Ho pensato ai nuovi ponti di Calatrava che rendono la mia città così diversa, le conferiscono quel non so che di grande centro urbano che tanto stride con la minima realtà di piccola provincia del nord. Eppure mi piace percorrerli, si è proiettati in una realtà diversa, parallela, come se il resto non esistesse.Un non so che di lurido e affascinante. Una lussuria sporca,un pò violenta . Come se dovesse per forza essere una notte di bagordi, con fumo, alcool e molto sesso. Mi sono lasciata alle spalle l'asfalto lucido. Le intelaiature sproporzionate e opulente. Ho visto che la luna c'era. Madrina opalescente. Non ho potuto evitarne di guardarla. Di restarne attratta.


Oggi mi sono chiesta che cosa è restato di quelli che ho avuto prima.
Così ho fatto un elenco mentale e ne è uscito un magma che ha del tragi-comico.
Ovviamente parlo di cose materiali, oggetti tangibili che non si sono deteriorati (fiori, profumi, trucchi,cenette, risate, baci e quant'altro purtroppo restano solo nella testa e nel cuore).
Partendo dai meno recenti e trascurando i poco importanti di cui ,ovvio, non ho più niente, eccetto il ricordo :
Di L. mi sono rimaste alcune lettere, le foto dove somiglia a Hugh Grant, un biglietto del mio compleanno dei 18,un peluche a forma di cane, 1 cartolina(oddio non si scrivono più!) e la sua partecipazione di nozze.
Di P. mi è rimasto un tovagliolino da bar coi disegni, una cannuccia da cocktails,un paio di foto e una lettera scritta con il suo amico (andiamo peggiorando).
Dell'altro P.una maracas(!),il test di compatibilità,gli albumini della vacanza, una cartolina scritta lì,le prove di falsificazione delle firme .
Dell'ultimo P.(ne ho avuti troppi!)una sua collanina e la tessera del villaggio vacanze.
Di S. Un peluche enorme di una scimmia (!) detto charlie,una biro(!),le conchiglie di Rapallo,una lettera le cartoline e le immancabili fotine.
Di M.un orologio swatch, una maglietta, centinaia di biglietti da discoteca, 1 videocassetta, le solite foto,tantissime lettere-cartoline-bigliettini,una smemoranda,la sabbia sarda, il mare sardo nel vetro, i biglietti della reception del bungalow ove mi veniva a prendere e 13 cassettine registrate da lui (andiamo meglio...)
di A.G.un bracciale a serpente, un orecchino da naso, zero foto e lettere,un pacchetto di sigarette pieno di scritte,un accendino.
Di C. un paio di pantaloni,un boa(!),un baby-doll,un perizoma,un cuscino gigantesco,scriarpa&guanti,3 libri,3 cassettine, 2 cd,una collanina coi 3 ciondoli,3 peluche :una volpe, un bambi e un delfino,la tazza da colazione, 1 cassettina vocale,moltissime lettere e msg, le rose seccate.
Di R. una cassetta,un pacchetto di paglie vuoto,i tovagliolini scritti,una dama.
Ora mi chiedo cosa mi resterebbe dopo.
Ovunque mi guardi intorno c'è qualcosa di tuo.Non conto le 2 scatole di lettere. Tralascio le migliaia di sms salvati e le innumerevoli foto. Non conto i piccoli ninnoli perchè in ogni posto abbiamo sgraffignato un ricordo che fosse solo nostro,da un n. di camera a un legno, a un sasso scritto. Nè i peluche perchè ricoprono il mio letto. Nè i vestiti -accessori perchè sono troppi solo di borse 4.E neppure i fiori secchi perchè ne ho riempito casa dei mazzi di rose.
Mi resterebbe il pc, la stampante, una digitale. La web cam e lo stereone. Lo stereo piccolo.Il cavalletto per dipingere. La stampa di EScher ,quella di Monet e quella dell'angelo. Il calendario di Vincent. Innumerevoli libri cd, cassettine.Una videocassetta.Un paio di scarpe.Uno zaino.Un carillon. Un ombrello mignon. il tuo walk-man.Una presentazione power point.Il pigiama col gatto. Tutte le magliette dei concerti. La medaglietta del tuo battesimo con l'iniziale. Il ciondolo a goccia e la catenina. Il bracciale sardo. Il ciondolo con la pietra blu. Le lavorazioni di M. Una pianta, a Montecchio ,che ora è in terra e ha superato già 4 inverni da quando l'abbiamo piantata. 2 anelli che non mi levo mai.
E' inutile, anche le cose parlano. Quando condividi la vita con qualcuno hai segni tangibili del suo passaggio.Perchè rifiutare la materialità del dono? Crocefiggere l'oggetto?Un regalo anche minuscolo, ma che resta è significativo, perchè ti lascia un alone della persona che te lo ha dato. Non mi sono mai piaciuti gli uomini eccessivamente munifici, spendaccioni, ma nemmeno i tirchi. Perchè una cosa da niente, un pensiero ,magari fatto di proprio pugno vale più di mille fiori e cene. Ma se non c'è non resta, manca. E dopo tanti anni si crea un vuoto, una voragine dove c'è una faccia(magari un pò sbiadita) ,qualche bel momento che non si concatena in nulla, se non in un misero e sarno elenco .Infatti a me piace fare i regali, ricoprire gli altri (tutti, non solo il mio uomo) di innumerevoli, minuscoli doni. Possibilmente personalizzati e originali,che mi distinguano e richiamino a battute, situazioni solo mie e di chi riceve l'oggetto. Le cose parlano e spesso raccontano aneddoti divertenti. Quanto ho riso con quella maracas al ritorno dalla discoteca all'alba di più di 12 anni fa. Persono oggi mi mette di buon umore pensarlo. E il peluche charlie?E l'orologio?Quanti frammenti racchiudono, qunte emozioni. Solo un pezzo di pelo ed uno di plastica? Per me no. Per noi erano un mondo. Un insieme di rimandi, complicità uniche. Di cui ora sorrido con un sentimento bello, che non è nostalgia, ma è fortuna di averle vissute.Domani farò altrettanto se finirà. Ma in questo caso è diverso. Perchè non finirà.(?)*

*Non si sa mai...sono scaramantica ;)

Ho un piccolo problema di insonnia. Al venerdì non si dorme più. Oh no. C'è il corso fino alle 7 e poi il sabato mattina ancora, fino all'una e mezza. Ho abolito un paio di caffè. Ho tentato col tè. Nulla. L'insonnia persiste. Ed è strano ,perchè di solito io dormo come un ghiro. Sarà l'agitazione delle prove di simulazione pre esame...sarà l'avvicinarsi dello stesso. Sta di fatto che rimango impalata con gli occhi sbarrati per parecchio tempo. Ed è seccante. Soprattutto per le occhiaie e l'aria sbattuta che avrai al mattino.Ma non solo. E' brutto lottare contro un nemico più forte, senza possibilità di abbatterlo, nonostante i tuoi sforzi. E il sonno è bizzarro, se lo vuoi non arriva. Statistico. Sono sempre stat attratta dai sonnambuli, che riescono a conciliare sonno e azione a entrare nei territori misteriosi che sono il limbo tra il sogno e la veglia. Ma non ho questa dote. Ora, che fare quando è notte e tutti dormono? Intendo quando si è soli e non in dolce compagnia ovvio, se no mi sarei già risposta e avrei già agito, che credete. Ipotesi uno :pensare-riflettere-rimuginare. Strano come i ragionamenti mi filtrino meglio all'oscurità e nel silenzio e vegano portati su, come un qualcosa che galleggia sull'acqua dopo essere stato a lungo sommerso. Emersione, ecco cosa accade. Tante soluzioni, impossibili o improbabili alla luce del giorno mi paiono realizzabili in questi miei pensieri lunari, da licantropo assonnato. Così mi pongo alcuni problemi, ne risolvo altri che misteriosamente si concatenano ai primi e resto comunque con qualcosa di irrisolto. Però, dopo un pò mi stufo ed ecco che subentra l'ipotesi 2. Tento di dormire. Invano. Mi giro e rigiro, scalcio, strepito, sudo e mi innervosisco. La gatta russa sorniona sui miei piedi, almeno lei dorme beata. Ecco l'ipotesi 3. Mi alzo. Girovago per casa, bevo, guardo fuori. C'è una quiete strana di notte, al centro della notte intendo. Quando verso le 3 o le 4 tutti dormono o almeno dovrebbero. Così sembra di stare sotto vuoto. Protetti ,frementi in un mondo immobile o forse fermi in un mondo che si muove impercettibilmente. Perchè comunque , anche se non ce ne accorgiamo la vita scorre comunque. Il buio si dirada sempre e l'alba giunge, come ogni volta, portandosi via un pezzo di vita.Sprecata. Ecco cosa si potrebbe fare invece di dormire, vivere. Ma aimè il giusto riposo è necessario. Perciò mi rassegno e torno sotto le coperte, più consapevole del tempo che passa, anche se io metto pausa e mi assopisco.Domani sarà già qui, non appena riaprirò gli occhi.


Per esempio adoro le voci maschili, profonde, calde.
Sentirli ridere.
Amo la barba. Le caviglie, i piedi degli uomini. Le mani nodose, grandi, forti.
La capacità di cavarsela con una battuta, una risata.
La tendenza a minimizzare, che alla fine ti contagia.
Amo sentirmi protetta da un abbraccio.
Camminare al fianco di un uomo e sapere che per questo nessuno oserà disturbarmi.
Pensare che se anche fosse, lui mi difenderebbe.
Mi fanno sorridere, quando cercano di capire l'universo femminile.
Quando chiedono, ingenuamente, perchè non me l'hai detto chiaramente?
Amo le spalle ampie, i tendini, il collo degli uomini.
L'accenno di pancetta, il taglietto del rasoio.
Amo i profumi creati per loro, amo sentire che non ne hanno alcuno addosso.
Amo osservare un uomo che guida, stargli al fianco.
Mi piace come mi guardano.
Come si comportano fra loro, amichevolmente infami.
Amo gli uomini quando non si abbattono, quando tifano la squadra del cuore e sono davvero presi, quando si stanno impegnando in qualcosa.
Quando credono in un progetto.
Li amo quando si incazzano, e discutono animatamente. Quando dimostrano di essere forti.
E poi quando hanno il coraggio di dimostrare che sono anche fragili, ma in grado di reggersi in piedi da soli.
Adoro gli uomini che non hanno dimenticato di esser stati bambini, e che sanno tornare a giocare, a ridere. Che non considerano umiliante fare qualcosa che non sia prettamente virile, perchè sanno di esserlo a prescindere.
Il loro modo goffo di essere premurosi.
E quando si sentono i migliori, e dimostrano di esserlo.
Amo le loro camicie, le loro giacche, ma anche i loro pigiami assurdi.
Amo sentire un uomo che mi stringe la mano mentre camminiamo.
Li adoro quando sono tranquilli, rilassati, e non si preoccupano delle aspettative altrui.
Perchè poi a star sempre a lamentarsi pare che non si è in grado di apprezzare. E io invece apprezzo molto più di quanto non disprezzi, soprattutto quando si tratta di uomini.
Il punto è che non tutti sono uomini. Anzi.

Elenamente
www.elenaallenalamente.splinder.com
***

Quando penso alla complementarietà mi vengono in mente loro. Gli uomini. Mi piacciono, li amo proprio( con debite eccezioni ovvio) . E dirò che i migliori amici che ho sono di sesso maschile ( a parte, anche qui debite eccezioni). E mi fa ridere chi dice che sta bene da sola, perchè mente. Perchè anche la donna più indipendente, più libera, più mascolina, più scazzata, meno materna (potrei continuare) sogna il principe azzurro che la salvi; che la porti col cavallo bianco verso un mondo migliore, o una vita meno piatta. Invece del principe, se vi pare troppo borghese, potrei metterci un musicista, un pittore, un medico, un avvocato,un cuoco o il semplice netturbino. La stessa cosa poi credo facciano loro. Anche il bullo più truce, il dongiovanni incallito, il benemerito bastardo, lo scopatore del week end ...tutti, nessuno escluso ,desiderano una lei. Una donna da mostrare, coccolare, tentare di capire,una da amare insomma. Che duri poco o per tutta la vita non importa, il sentimento conta per entrambi, come contano a pelle l'empatia e la compatibilità. No, non ho esagerato col dolcificante e non voglio farvi venire il diabete mellito, però lo penso. E penso anche che se si ammettesse questo, alla base, ci sarebbero molti meno problemi di comprensione et similia. Si sarebbe più onesti, più limpidi, sinceri e anche un pò più nudi. Senza maschere, senza paraventi, mostreremmo la realtà di ciò che ci fa stare bene, soddisfatti e in pace ed eviteremmo numerosi e dolorosi scontri. E invece un sacco di volte si continua a fingere, a mentire ad allenarsi a fare i distaccati, a non mostrarsi coinvolti per paura di non so che. Ed ecco che si evita di chiamare perchè dopo si viene dati per scontati...che si rinuncia alle sorprese tenere e ai regalini idioti perchè poi lo/la si vizia...che si sta male attaccati a una cornetta o in attesa di un segnale, quando si potrebbe usare il tempo molto meglio, con maggiore vantaggio per entrambi. Non sarebbe più semplice proclamarsi innamorati degli uomini e o delle donne e in particolare di chi ci sta a fianco senza per questo dover diventare tappetini usa e getta da calpestare senza pietà??Non si potrebbe mantenere le giuste distanze , quelle che fanno respirare, che permettono di scoprirsi, di crescere e arricchirsi senza soffocare l'altro? Evitare magari di diventare appiccicosi, di attaccarsi ad un cordone ombelicale malsano, senza per questo soffocare brio, passione ed ironia, tanto essenziali per far crescere attrattiva e sentimento.
Ci vorrebbe fiducia ovvio, ma anche maturità ed una certa dose di coglioni. Da ambo le parti. Il punto è che non tutti ce li hanno. Anzi.


Sono riuscita a rubare l'autunno. A possederne i colori. Con la macchina fotografica ho raggiunto la vigna e ho fatto miei i rossi corposi, di sangue e vino, i gialli allegri, di sole e limoni, i marroni intensi dei tronchi e della terra,l 'arancio sfumato, di agrumi e melograni. Il profumo amico della campagna e l'orientamento sensoriale del procedere seguendo lo sguardo. Ho camminato svelta, fra le zolle di terra umida, appena arata e i campi d'erba medica.Non c'era nessuno, se non l'intermittenza di qualche padrone e qualche cane. Così è in fondo, sempre. Siamo padroni e schiavi di qualcuno o qualcosa anche se non ce ne accorgiamo. Il padrone può essere l'auto che non ci permette di fare 200 m a piedi, o il denaro che ci induce a spendere e a comprare per sentirci felici o meno infelici,il cellulare, che ci costringe ad essere perennemente rintracciabili, la moda che ci vuole in un certo modo se no non siamo appetibili...senza poi parlare delle persone. Schiavi involontari di genitori, figli, compagni, amici. Ecco perchè stranamente è un periodo in cui cerco la solitudine e il silenzio. Mi piace girovagare senza meta, non sentirmi costretta nè osservata, non dover pensare o render conto di nulla e a nessuno. Solo così si riescono a percepire i dettagli, che poi sono quelli che realmente contano, in natura come nella vita. Così mi sono accorta del rumore che fa l'acqua del torrente quando saltella su un legno o un ciottolo diversamente limato;della microscopica ed attivissima vita degli insetti, con cui condividiamo il primato numerico del pianeta; o della simmetria perfetta che hanno le foglie nel cadere e nel formare tappeti e disegni .Ed ho gustato un acino di uva nera, probabilmente dimenticato sulla vigna dal contadino e destinato agli uccelli, ottimo. Guardando, o meglio osservando ho visto davvero. Un segno di ferro di cavallo per terra, un piccolo formicaio, dei fiorellini viola, minuscoli. E mi sono sentita bene. Libera e padrona di me stessa e del mio tempo, che resta il dono più grande di cui disponiamo e che non voglio più sprecare.


E quando mi svegliano di soprassalto mi incazzo.
E quando al telefono è l'avvocato mi incazzo ancora di più.
E quando poi devo rifare una fattura di luglio spacciandola per una di ottobre l'incazzamento aumenta.
Se poi mi tocca chiamare il commercialista per la ritenuta d'acconto l'incazzamento tocca livelli pericolosissimi.
Tenuto anche conto che nel 2007 ne ho emesse solo 2.
2 misere fatture su cui dovrò pure pagare le tasse.
Poi ai rom gli danno il campo nomadi. A gratis. Con acqua-luce-servizi.
E oggi ho pure da andare dal ginecologo. E non fatemi imprecare.
Quando mi sgridano mi incazzo.
Quando mi dicono "cambia scrittura che se no all'esame non capiscono un tubo e ti bocciano mi incazzo."
Quando la dieta non prevede la fetta di pane mi incazzo perchè i carboidrati da qualche parte dovrò pure prenderli no???Anche perchè l'altra notte ho sognato lasagna e pollo arrosto. La cosa sta diventando grave!
Quando la Omnitel mi manda il msg dell'SLK col mio nome mi incazzo e ancora di più lo faccio quando scopro che costa un euro la mia risposta.
Quando G. mi tira bidone all'ultimo momento mi incazzo .
E pure Se la mia collega mi manda le catene minatorie del tipo invia a 15 persone questa mail...o la tua vita sentimentale subirà un tracollo. Se invece lo farai chi ti ama ti tel alle 21.45 esatte di stasera. Ma minchia dico io! Il tracollo lho già avuto e superato, sarà mica stata colpa della montagna di catene cestinate....allora la mando mi dico. Poi lo faccio ed ecco che delle 15 inviate me ne tornano indietro la metà. Se dovessi evitar tracolli dovrei moltiplicare 7X 15........e mi odierebbero molte persone care. Quanto alla tel. precisa (che ovvio non arriva!)posso pure scordarmela. Rinviando al post sulle tel. degli uomini. In questo caso dunque evito di incazzarmi.
E se il mio secondo moroso di nome Annalisa (tranquilli è solo una nostra battuta, non sono bisex!)mi tampina di sms per gestire il manzo di turno, che rigorosamente non la ricambia tento di rabbonirmi e attacco le auricolari, per evitare di incazzarmi domani se le radiazioni mi fonderanno il cervello.
Mi incazzo però quando non trovo le cose, perchè io nel mio disordine mi oriento.
Mi incazzo molto quando vado in giro con le nike mai usate io che non rinuncio mai ai tacchi e le 2 suole (dico 2!!)si rompono lasciandomi a piedi...letteralmente scalzi a 4 km da casa!
Mi incazzo se ho le occhiaie e mi sento dire " Vai a letto sempre troppo tardi".
E pure se mi si dice " Bevi troppi caffè che poi diventi nervosa!" quando mi sono accontentata di un the della macchinetta.
Ma il must resta sempre " Sei più bella quando ridi che quando piangi" lo so checcazzo!Con rimmel nero panda sbavato, naso colante e occhio rosso coniglio neanche la Bellucci sarebbe guardabile. E poi basta pure dire che le assomiglio ma mi mancano 20 cm! In compenso lei ha 8 anni più di me. Anzi 9.E molta meno personalità :) Tiè.

Quando poi nel bucato trovo un maglione infeltrito...potrei urlare.
Mi sorge il dubbio di essere in piena sindrome pre-mestruale.
Se la mia gatta ha divorato le foto appese nel sughero però mi metto a ridere. Erano buffe. E ora, con quei buchini dei denti, assumono un aspetto ancora più comico.
Rido.
Perchè con la ritenuta d'acconto mi vengono 50 euro in più.
Perchè la mia camera nonostante il disordine è bellina e non è paragonabile all'accampamento rom.
Perchè sto imparando una scrittura alternativa e a Massimiliano e Paolo gliela faccio vedere io al corso.
Perchè ho perso quasi 3 kili.
Perchè la SLK fa cagare rispetto alla mia cabrio scassata.
Perchè non sono sola.
Perchè le scarpe da ginnastica volevo buttarle da tanto tempo e il maglione era corto già da prima.
Perchè quando rido alla Monica B. le somiglio un pò di più davvero.
Perchè la tel. è arrivata con un'ora di anticipo :)
Rido.
E resta sempre la miglior terapia.

Non c'entra un cazzo ma ho fatto questo test trovato dalla mitica Elena di Elenamente ;)
ecco cosa è venuto per me ,incredibile ma il vecchio Jung era un genio:
| Questo � il tuo tipo psicologico: |
| Tipo ENF |
| Orientamento | Funzione dominante | Funzione d'appoggio | Funzione terza | Funzione inferiore | Tendenza |
| Estroverso | Intuizione | Sentimento | Pensiero | Sensazione | Percettiva |
|
Questo tipo � motivato dalle novit� e dalle possibilit� che la sua intuizione riesce a cogliere. � curioso, entusiasta e pieno di interessi. Ha molti amici che lo apprezzano per le sue doti. � empatico, spesso divertente, capace di capire le motivazioni delle persone. � anche sensibile ai bisogni e ai sentimenti degli altri che spesso riesce a captare o a anticipare. Generalmente ama circondarsi di persone piuttosto che rimanere da solo. Attribuisce molta importanza al calore dei sentimenti ed � molto leale nei confronti dei suoi amici. � una persona sensibile che rischia a volte di prendere le cose in maniera troppo personale. � sensibile agli elogi di cui ha occasionalmente bisogno. Cerca di evitare le situazioni che comportano delle tensioni: fa fatica a sopportarle, a meno che non riesca a vederle come un problema interessante da risolvere. Ama infatti, come tutti i tipi intuitivi, affrontare e risolvere i problemi. Ai suoi occhi non c'� niente che non abbia una qualche soluzione! � dotato di molta fantasia e immaginazione e riesce spesso a trovare delle soluzioni brillanti e originali. � indipendente e non � un conformista. Difficilmente si lascia impressionare dall'autorit� e dalle regole. Anzi, spesso usa la sua creativit� per aggirare le regole se le considera inutili o superflue! La sua funzione inferiore � la sensazione. Questa situazione lo espone al pericolo di non avere i piedi per terra. Ha una gran quantit� di idee ma pu� non essere in grado di valutare se sono realistiche e realizzabili. La sua incuranza nei confronti dei dettagli e dei fatti concreti pu� portarlo a essere disordinato e a non trovare quello che cerca. Non � generalmente una persona precisa. Detesta la routine e le procedure complicate. Appena una cosa diventa ripetitiva, ha tendenza ad annoiarsi. Ha quindi bisogno di variare le sue attivit�. Appoggiandosi pi� al sentimento che non al pensiero, questo tipo rischia di non dedicare tempo sufficiente all�analisi dei problemi, saltando troppo rapidamente alle conclusioni e andando incontro a degli errori. Sul piano del lavoro � pi� adatto ad avviare dei progetti che a stabilizzarli o consolidarli. � comunque spesso una persona molto dotata, in grado di fare bene quello che le interessa. Sul piano delle relazioni di lavoro non incontra particolari difficolt�. � un entusiasta, � interessato ai rapporti interpersonali e sa trattare con le persone.
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Se volete saperne di più sulla teoria alla base di questo test:
www.altamira.it/html/test_psico/test.asp
Se invece volete farlo:
www.altamira.it/html/test_psico/test.asp
Ed ecco se volete ridere sulle somiglianze........
il collage delle dive che mi somigliano :)))
hem non sono riuscita a salvarlo che imbranata!Somiglio(a detta loro) a molte cinesi e ad Angiolina Jolie...mah povero Bred ;)

Poniamo che andando a lavorare un poliziotto, per un qualsiasi motivo (premeditato, pretestuoso, colposo o puramente presuntuoso che sia) decida di sparare e mi uccida.
che lo si sappia sin da ora: voglio che il consiglio nazionale degli avvocati di Reggio marci unito fino a via Paterlini e distrugga il tribunale, l'ufficio del gdp, le poste e pure l’agenzia delle entrate con le interminabili file annesse , lasciando intatti solo i 3 bar in cui solitamente gozzoviglio, che ogni donna che ha letto un mio post (anche una volta sola) assalti la rinascente o il coin o il negozio intimissimi più vicino e porti via quello che vuole (per gli uomini può andare il sexy shop nexus??) e che tutti i miei amici entrino nell’enoteca più vicina e si ubriachino senza chiedere il permesso.
Amen
ps Ciao Gabbo.


Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
hai scavato dentro me / e l'amicizia c'è
Io che ho bisogno di raccontare
la necessità di vivere / rimane in me
e sono ormai convinto da molte lune
dell'inutilità irreversibile del tempo
mi scegli alle nove e sei decisamente tu
non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi svegli e sei decisamente . . .
Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
e vado dal Barone ma non gioco a dama
bevo birra chiara in lattina
me ne frego e non penso a te
avrei bisogno sempre di un passaggio
ma conosco le coincidenze del 60 notturno (!)
lo prendo sempre per venire da te
Tu / forse non essenzialmente tu
e la notte / confidenzialmente blu
cercare l'anima

Rino Gaetano
***
Cerco l'anima e temo l'incanto. Mi perdo fra il lato confidenziale della notte e lo sguardo di chi cerco. Come un bisogno. Come la richiesta di grazia che innalzano i rami nudi. Cime tempestose nella vertigine del vento. Squame di gemme cadute a terra, come farfalle ferite , formano un percorso da calpestare coi piedi nudi. La pelle esposta, tenera. Amo i conflitti intrinseci. Questa natura che si sta denudando e resta splendente e orgogliosa.Vorrei uscire con la digitale e scattare. Immortalare attimi. Rubare l'istante perfetto. Io sono perfetta?Mah. Se lo dici tu. Io mi nutro di imperfezioni. Eppure anch'io ho bisogno di raccontarmi. Ho necessità di vivere. Di assaporare. Adesso.Con questa felicità nascosta dentro. E la voglia di catapultare il cuore. Altrove.

Ho carpito le stelle. All'uscita dal secondo spettacolo* e fuori, più tardi, nel cortile di casa sua. Poi in auto, mentre tornavo a casa. Loro erano là. Assorte, pulsanti. Piccoli e vividi fari, in una tela nera ,intrisa di costellazioni. Ho ghermito la loro luce. Sono restata, naso all'insù, anche dopo, mentre percorrevo la via che mi portava da me. In cerca di un presagio. I guardiani erano in alto. Come quegli stormi immensi, in movimento, creavano disegni interpretabili. Restavano ad abbellire la notte , a strappare il vuoto con un sorriso.
*Per la cronaca ho visto il fil di Anthony Hopkins...strpitoso...la frase che mi è piaciuta di più è stata " Ho fatto fuori due bastardi con un colpo solo". Un genio.

Nel sonno senti un battito, ti svegli, ed il tuo sogno è là.
E' là vivo e pulsante.
Se tu potessi diventeresti sordo, purd di non udire ciò che ti dice.
Se tu potessi non ascolteresti: perchè ciò che ti dice è ciò che hai nella testa.
E ti spaventa che un sogno rifletta ciò che pensi da lucido.
Ciò che desideri da lucido.
E forse non è neanche paura. Quel timore d'esser inadatto, come ogni cosa di cui t'importa.
Senti un battito, nel sonno: un sogno che ti sveglia.
Un sogno che ti sveglia dal sonno per riversarti in un mondo di sogni.
Il malessere che senti s'attenua. Il piacere cresce.
Cresce il desiderio. Un desiderio totalitario come un regime.
Un desiderio sovrano.
Hai paura a guardarlo quel sogno, come fosse un dipinto sulla carta velina,
hai paura di lacerarlo anche solo con lo sguardo.
Hai paura di toccarlo, come fosse una statua di sale, che si sgretola al primo tocco.
Un sogno che ti strega. Lo guardi. Lo tocchi. E cerchi di stringerlo. Forte. Incurante delle tue paure.

...
Nicotina e caffeina che ti aiutano a prender contatti col mondo...
Stordito dal sonno, stordito dai pensieri, stordito dal desiderio.
Stordito dai ricordi del tuo sogno, ti affacci in una giornata di nuvole,
una giornata di primo freddo.
Ancora temi. Timori diversi.
Il mondo ti si stravolge ad ogni scoccare d'ora del giorno e della notte. Quotidianamente.
Ogni momento.
E non sai più come affrontare le cose. Se non con un sorriso...
Nemesi Dark

***
Così stanotte ho sognato. Ho sognato il vento di queste giornate che sembrano sospese in una primavera perenne. Ho ascoltato il turbinio lieve di foglie gialle sul viale. Il passaggio veloce dei passi come per arrivare a casa da lontano. Il battito del cuore accellerato.Il fiato che soffia folate di anima. L'odore pulito del cielo ho sognato. La passerella e la scala che conducono verso il mio cortile. Ma oltre c'era il mare. Un mare inesistente, calmo.Le foglie atterravano sulla superficie e formavano un tappeto perfetto. Il tragitto era lì, statua di sale, carta velina sgualcita, pronto ad essere percorso con salti allegri, ma anche un pò timorosi. Non c'era nessuno. Non gli impegni, le scadenze , i legami. Solo io e una sensazione stupenda, infinita di libertà. E l'idea che tutto fosse ancora da vivere. L'ho ritrovata stamattina al risveglio e l'ho portata con me come una cosa preziosa.Non è sfuggita. L'ho ritrovata nella foglia ocra che roteava al vento fresco ,nel profumo intensissimo dei rami e del cielo.Come fosse sale. Come fosse onda.Come fosse vetro di bottiglia, pieno di sogni.


Ho camminato. Per il sentiero delle caprette, con mia madre. Alle due del pomeriggio. Un pomeriggio dall'aria rasente e limpida, quasi primaverile.Ho camminato e mentre mi trovavo immersa fra il greto del torrente, i filari delle viti e la campagna, mi sono sentita in pace. Ho visto anatre mute dalla testa verde, cardellini, un gatto nero ed uno macchiato, un cane alla catena che abbaiava,scodinzolando, ed un'infinità di foglie dai colori tipici dell'autunno che tanto mi piacciono. Ho pensato. Si dice che muovendosi i pensieri fluiscono liberi, si distaccano dal corpo ed escono, liberandoci. Ho pensato al documentario che ho visto ieri sera sulle schiave Tailandesi .Ragazze più giovani di me. Oggetti. Giocattoli da comprare per 10 euro e usare. Usare e abusare. Senza rispetto, vergogna, ritegno. Solo per egoismo e violenza.Spesso da uomini vecchi e bavosi che potrebbero esser loro padri o nonni. Avrei voluto che una di loro potesse passeggiare con noi. Per poter godere per un attimo di quella quiete perfetta, rotta solo dalle gazze e dalle ghiandaie che volavano fra le frasche. Per poter scordare, ricominciare . Mi sono sentita fortunata,ingiustamente forse, ma grata di essere qui,lontana dai pericoli,con le persone che amo -eppure dentro di me permaneva il fastidio,la rabbia impotente, la ferita che non mi appartiene, ma che appartiene a tutte le donne.



Potremo ancora giocare la
partita del tempo
magari colorare qualche cartolina
e nelle notti future buttarci via
tenere il cuore lontano dalla nostalgia
e questa voglia di caldo che arriva piano
e questa sete di vita che prende la mano
avremo tavoli pieni di persone contente
e fuori dei motori pieni di benzina
e l' occasione di vivere fantasie
e di nascondere piccole malinconie
ma la paura e la noia ritorna piano
la solitudine porta così lontano.
Com' è difficile dire tutto quello che sento
tutte le piccole grandi verità
ed ogni movimento che mi cambierà
e camminare così nell'infinito che ho dentro
che si modifica e cerca libertà
e chiede di capire quello che sarà
se parli piano puoi sentirlo già
ascolta l' infinito.
Vedremo case tradite dal passare degli anni
ci sembreranno piccole e dimenticate
ritroveremo discorsi curiosità
e quel dolcissimo male ci accarezzerà
ma non avremo parole per dire dov' è
e l' abitudine porta così lontano
non è possibile dire tutto quello che accende
tutte le deboli e forti simmetrie
che lasciano nell'anima le poesie
e quella parte di noi che l' infinito nasconde
che ci modifica e vuole verità
e sa comunicare quello che sarà
se guardi dentro puoi vederlo già
ascolta l' infinito
F.Mannoia
***

Ho pensato a un prossimo viaggio. Mi sono immaginata su una macchina decappottabile,i capelli sciolti, la radio accesa e in mano un coca &rum lungo la route 66 o qualcosa di simile. In un paradiso tropicale coi balli latini che tanto detesto in lontananza, la risacca delle onde e le palme alte, affilate, su uno spicchio di cielo turchese. O mentre annuso un profumo buono di mosto o di fiori in qualche agriturismo nostrano. Inutile ribadire quanto di nomade ci sia in me. Non riesco ad affezionarmi a un posto tanto da volerci tornare due volte. E' raro che capiti. E capita solo per quei luoghi che sono anche interiori. Che racchiudono parte della mia vita. Nel viaggio, nel tragitto è la scoperta, la crescita, il voler evadere dalla routine che tanto strozza e da se stessi. Perchè poi alla fine è da noi stessi che scappiamo il 99% delle volte , ma quasi sempre dopo siamo contenti di averci portato con noi.

CON TE SARA' DIVERSO
Non so dirti se finisce, forse siamo ad una svolta
Se aldilà di quella porta, c'è una stanza immaginaria,
dove l'aria, è racchiusa nel respiro di noi due.
Siamo stati prigionieri, di testarde convinzioni
Viaggiatori solitari, nelle nostre delusioni,
fino al punto, di partire per non ritornare più.
Però se tu lo vuoi, io faccio finta che, che tu non sei più tu, e ricomincerà.
Con te sarà diverso come non lo è stato prima, è tutto tempo perso finirà con domattina
Ti vedrò con altri occhi, ti vedrò sopra il mio cuore
Finchè il grido del mio amore finalmente sentirai.
Con te sarà diverso anche se tu sei lo stesso,
perchè non ti ho mai voluto come io ti voglio adesso
Senza alcuna convinzione, aldilà della ragione
Perchè amarti come ti amo non succede sempre....
Tu sarai la riconquista, di una terra conosciuta
Una camera con vista, sul percorso della vita,
la mia vita, dove non c'è spazio tranne che per te.
Cominciamo quì, a non lasciarci più,
quel che volevo io, sei sempre stato tu.
Con te sarà diverso come non lo è stato prima,
è tutto tempo perso finirà con domattina
Ti vedrò con altri occhi, ti vedrò sopra il mio cuore
Perchè il grido del mio amore finalmente sentirai.
Con te sarà diverso anche se tu sei lo stesso,
perchè io non capivo quello che capisco adesso
Che malgrado fossi in gabbia, che malgrado la mia rabbia
Un amore come il nostro non succede sempre....
Mina

***

Un cielo rosa. Ma non solo. Un cielo che aveva tutte le sfumature possibili: arancio, giallo, verde,viola, celeste, fuxia,grigio. Ed è stato come entrare in un quadro impressionista. Con persino un frammento di arcobaleno, in alto, appeso su una tela di tramonto. La macchina e l'autostrada non esistevano più: c'era solo il mare alla nostra sinistra, la campagna toscana sulla destra e noi inghiottiti dal colore e da un senso estremo di libertà e pace . Ho pensato alla nostra vacanza: al risveglio abbracciati,ai nostri dialoghi buffi al ristorante con il prosecco che volevi farmi sentire, a te che mi compri il cous cous per farmi una sorpresa, ai panini con la crema tartufata che mi hai preparato, al film di Dario Argento che tanto ci ha fatto ridere, al percorso alle 3 di notte per tornare a casa per mano, alle mostre al palazzo delle esposizioni dove mi facevi le foto sulla scala, in fila, e al Quirinale con il cane-pardo che abbiamo disegnato, a quando mi hai lavato la testa e a quando in cucina,con gli occhi lucidi, mi hai detto quella cosa che mi ha tolto un peso dallo stomaco che era così forte da impedirmi di star bene. Come siamo stati stupidi ad avere le stesse paure. A fare gli stessi errori per timore di perderci,di non essere in grado di rimediare o di non so cos'altro. E' stato così naturale allora fare a pezzi quel foglio. Alzare il volume della radio che suonava questa canzone, fra le altre, e buttare quella lettera con tutte le cose brutte che conteneva dal finestrino. Mi hai guardato un pò stupito, mi hai sorriso e mi hai stretto forte. Ed è stato un nuovo inizio. Il più bello e semplice che potesse essere. Forse avrebbe dovuto accadere prima,ma è accaduto adesso. E non avrei potuto immaginarlo migliore.
