
Dicono che la mia
sia una poesia d'inappartenenza.
Ma s’era tua era di qualcuno:
di te che non sei più forma, ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga,
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi,
che il vuoto è il pieno ed il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.
E. Montale
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Il moto non diverso dalla stasi.E' sempre così, anche nello stare fermi si progredisce. Basta saper attendere. I fiori sono arrivati alla casa sul mare dopo aver atteso 3 giorni. In ritardo ma sono arrivati. Colori tenui screziati di rosa e arancio. Sfumature di giallo color sole. Danno allegria ,mi ha detto. In effetti mi piace immaginarmeli così, dritti e luminosi la centro della stanza dalle pareti dipinte di bianco e fuori le onde. Un profumo che sa di slasedine e piante.Non mi rendo conto del trasferimento definitivo, della scelta che ha fatto mia zia. E' tornata dove c'erano i ricordi.Dove c'era la pietra Alba, mia nonna che faceva il sugo di piselli, mio padre che tirava con la fionda, il cane Flag e mio nonno che ogni tanto usciva a prendere del pesce.E' tornata là , zia Giulia, 59 anni. Come ne avesse ancora 29. Ha lasciato Roma, il lavoro snervante e ripetitivo da dirigente d'ufficio, i pochi amici, la perenne solitudine affettiva,la casa in cui ha vissuto 30 anni e in cui sono morti i suoi genitori.Dietro a un ricordo. E'corsa dietro un ricordo. Il suo. Quello della sua vita, quello che la teneva in vita.
E ora posso asserire con certezza che ha fatto bene. Non so cosa troverà nell'isola. Chi l'aspetterà, se la delusione che sempre accompagna la assenza e il ritorno la farà pentire della sua scelta. Non lo so, ma di certo dico che avrei fatto lo stesso. Potessi riappropriarmi dei ricordi tanto da renderli attuali, vivi.Sì lo farei. E la ammiro , perchè mi rendo conto non sia facile, ributtarsi in un mondo che comunque è diverso, cambiato rispetto a quello che conoscevi.Io non so se dovessi inseguire un passato, un momento felice dove vorrei tornare.La mia vita è tutta qui, in una piccola città grassa e ridente della emilia buona.Anche se alcuni pezzi li ho lasciati in giro. Mi ricordo ad esempio i covoni di fieno su cui mi rotolavo da bambina, la spensieratezza che avevo. Il frinire delle cicale.La sera che scendeva lieve, piena di lucciole. Ho delle estati così in mente che mi fanno sorridere. E infiniti volti.

Probabilmente sceglierei degli attimi, delle immagini di rarefatta felicità- Di essenza pura. Un campo di papaveri. Un mese di maggio. Un bacio e forse qualcosa in più ...un senso di appartenenza , che comunuque è rimasto.


Attenti al cane. Cave canem. Da sempre migliore amico dell'uomo, ultimamente il nostro buon fido è bistrattato e criminalizzato. Soprattutto se appartenente a quelle razze cosidette "pericolose". Ma io mi chiedo: non sarà che questi signorotti tatuati col bicipite in evidenza e il doberman al guinzaglio (borchiato) usano la fedele bestiola come prolungamento di se stessi, aizzandola alla feroce violenza allo stesso modo in cui il 20 enne scapestrato (e ben pasciuto dal paparino), sfodera la bmw ai 200 all'ora per far divertire le ragazze??!!In 2 parole: non sarà che la colpa è dei padroni??Incroci azzardati, allevamenti intensivi, addestramenti sadici a suon di botte fanno di queste bestie, certamente dotate di muscoli e potenza, oltre che di mandibola affilata, vere macchine da guerra pronte a sventrare vecchiette e a papparsi bambini. Ma dico io è tutta colpa dei quattrozzampe???e i genitori che fanno???Li lasciano stuzzicare il cagnolone dei vicini senza curarsi delle probabili quanto efferate, reazioni?!Non si pensa che un animale resta comunque tale ed è stressato da continui assalti, tirate di coda , mani in bocca mentre magari dorme o mangia???Non si tiene conto, e qui parlo al padrone ,che se è a spasso senza museruola(io non la condivido, ma certo può servire) va controllato???E soprattutto ci vuole amore, dedizione e pazienza perchè gli animali assorbono da noi tensioni ed ansie.Non ritengo esistano specie più o meno cattive,ritengo ci siano buoni educatori, che col rispetto e le regole crescono buoni cani, come buoni figli(vi siete dimenticati lo studentello che picchia a sangue il disabile o il bambino che ricatta la compagnuccia fotografandole la passera ?!Chi è che si criminalizza qui???Il ragazzino o la mancata educazione familiare e scolastica???) Come sempre la razza assassina resta una: la nostra.

"Ma chissà che, in fondo, il significato della nostra vita e di tutte le nostre azioni non sia stato il legame che ci univa a qualcuno - il legame o la passione, chiamali come vuoi. E' questa la domanda? Sì, è questa. Vorrei che tu mi dicessi" prosegue sommessamente, come se temesse di avere qualcuno alle spalle che ascolti le sue parole "cosa pensi di questo. Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte?
E non credi che non saremo vissuti invano, poiché abbiamo provato questa passione? E a questo punto mi chiedo: la passione è veramente così profonda, così malvagia, così grande, così inumana? Non può essere che non si rivolga affatto a una persona precisa, ma soltanto al desiderio in sè? Questa è la domanda. Oppure, nonostante tutto, si rivolge a una persona ben definita, alla stessa, misteriosa persona che può essere indifferentemente buona o cattiva, senza che l'intensità del nostro sentimento dipenda in alcun modo dalle sue azioni e dalle sue qualità? Rispondi, se ne sei capace" dice alzando la voce.
"Perchè me lo domandi?" replica tranquillamente l'ospite. "Sai bene che è così".
Sandor Marai, "Le braci"
***

...Si rannicchiò, tirò su le ginocchia verso il petto, allineò i piedi fino a sentire le gambe perfettamente appaiate, le due cosce morbidamente unite, le ginocchia come due tazze in bilico l'una sull'altra, le caviglie separate da un nulla.
Si strinse un po' tra le spalle e fece scivolare le mani, unite, in mezzo alle gambe. Si guardò. Vide una vecchia bambina. Sorrise. Guscio e animale.
Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l'unico desiderio di ritornare all'inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell'inferno ci ha salvato.
Provò a chiedersi da dove venisse quell'assurda fedeltà all'orrore, ma scoprì di non avere risposte.
Capiva solo che nulla è più forte di quell'istinto a tornare dove ci hanno spezzato, a replicare quell'istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre.
In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo.
Ma d'improvviso clemente.
E senza sangue.
[A. Baricco]
***

Guscio e animale.Un rannicchiarsi al di là di se stessi. Conosco questo tipo di difesa. Un nicchio individuale.Ma aperto. Una conchiglia vuota. Con una fenditura sul mondo degli altri. I nostri altri.Ciò che ci riempie è sempre la passione che ci lega al fuori. A qualcuno.A qualcosa.Il legame che tanto temiamo ma cui in realtà aneliamo perchè senza di esso non saremmo vivi. Viva. Mi sento così bene adesso.E mi piacciono i tuoi 20 anni. Il modo in cui guardi il mondo. La scanzonatezza (?) senza pensieri. E mi sento privilegiata a poterne rubare un pezzettino. Minimo. Da portare nel guscio quando fuori la sabbia attutisce se le onde sono troppo fragorose.


E' delicata la felicità. Sei un funambolo e avanzi passo a passo, non sai niente dei giorni, cammini sul filo, non vedi lontano. Se guardi in basso hai le vertigini, non guardare.
In basso tutti gli uccelli si raggelano e tutti gli uomini si proteggono. Tu cammini in alto, ma è difficile, la felicità. Rischi ad ogni passo, avanzi docile. In ogni rischio c'e' felicità.
Vai verso te stesso e il filo non ha fine.
Philippe Delerm

***
La Speranza è quella cosa piumata
che si viene a posare sull’anima
Canta melodie senza parole
E non smette –mai-
E la senti, dolcissima, nel vento
E dura deve essere la tempesta
capace di intimidire il piccolo uccello
che ha dato calore a tanti
Io l’ho sentito nel paese più gelido
e sui mari più alieni
Eppure mai, nemmeno allo stremo,
ha chiesto una briciola di me.
Emily Dickinson – Silenzi
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Una cosa piumata.Che si posa sull'anima. Mi rendo conto molto spesso di non essere in grado di attutirmi. In niente. In nessuna spigolatura. In realtà non sono fatta per gli spigoli.Mi ci scontro sempre a muso duro. Io sono più per la duttilità. Apprezzo persone e situazioni in movimento.Le menti statiche e le situazioni immobili mi inquietano. Più che altro mi sembrano stupide, prive di attrattiva.Eppure,nonostante questo ,realizzo la difficoltà.Non sono abile a prescindere dal giudizio altrui. Non acceto con indifferenza le critiche. Non riesco a farmi scivolare addosso ingiustizie e parzialità. Non si può essere perfetti. Ed effettivamente, guardandola bene anche la perfezione annoia.Ed è pur vero che, da brava funanbola ho optato per il rischio.Il rischio di procedere ancora. Di sbirciare dall'alto il mondo e di vedere che cosa mi aspetta dopo. La caduta o la meta?


E' un periodo buono in cui tutto mi sembra clemente,la luce più di tutto,il profumo delle piante, il clima meraviglioso. mi sento un pò come alle medie, guardo fuori dalla finestra, naso perennemente in su e voglia di evadere, concentrazione zero, sonno fatto di sogni pesanti, che intorpidiscono e fanno sorridere.Avrei voglia di partire ,ma impegni e scadenze mi tengono qui eppure, nonostante un'apparente staticità...tutto si muove.Soprattutto dentro di me. E' tornata mia madre e mi sono resa conto di quanto sia importante il nostro legame.A volte diamo per scontate certe persone, certi rapporti per poi renderci conto della loro imprescindibilità. I miei genitori, nonostante la separazione, mi hanno dato talmente tanto che effettivamente mi sento in debito perenne con loro. Quando l'altro giorno abbiamo parlato del gioco della torre mi sono accorta che molti di quelli che mi stanno attorno li avrei capitombolati volentieri. Solo pochi avrei salvato senza esitazioni.Solo in due casi mi sarei buttata io piuttosto. E la risposta mi pare intuitiva.Di una persona sento la mancanza in queste giornate tanto intense...mio nonno e i suoi colori.So che dipingerebbe paesaggi stupendi,di grano e sole, camminerebbe con me e mi racconterebbe del suo mare.


Da piccola volevo essere qualcuno che salva l'amore, non lo chiamavo così, ma lo sentivo come lo sento adesso mentre scrivo.Credo che quello che cerco ancora adesso , è di mandare messaggi di porte che si aprono, di speranze che diventano forza e volontà.E anche la paura ha la sua parte in questo, la sua funzione.Serve a volerla superare.Serve per volere qualcosa.E' come una verifica del peso della speranza, dei bisogni e dei desideri.

***

Sappi sperare, attendi che cresca la marea
- come a riva una nave - e che sia lieve il salpare.
Chiunque attende sa che la vittoria è sua,
perché la vita è lunga ed è l'arte un giocattolo.
E se la vita è breve
ed il mare non giunge al tuo battello,
attendi e non salpare, e sempre spera,
ché l'arte è lunga e, inoltre, non importa.
Antonio Machado

Ieri è nata Nicole.Una bambina vispa e allegra con occhi che sembrano già scrutare il mondo, oltre le ombre.Io ti ho vista così raggiante che quasi ti ho invidiato...un pò, bonariamente, come un'amica d'infanzia che ti conosce da 25 (!) anni può fare.Mi sono quasi commossa a vedervi tutti e tre uniti ed emozionati,con una serenità mista ad orgoglio,che solo un neo genitore può capire, tenere in braccio quel frugolotto pieno di capelli scuri, ancora bruttino per via del trauma subito ,eppure già caparbio.Non lo so se sarò mai madre. Mi piacerebbe. Ancor di più vorrei vedere quello sguardo nei nostri occhi ed assaporare quella felicità assoluta.Spero che il rododendro rosa la guardi crescere e che rimetta i fiori quando ,l'anno prossimo inizieràa muovere i primi passi.




I vostri figli non sono figli vostri
Sono i figli e le figlie dell'ardore che la Vita ha per se stessa.
Essi vengono attraverso voi, ma non da voi,
E benchè vivano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Poichè essi hanno i loro propri pensieri.
Potete dar dimora ai loro corpi ma non alle loro anime,
Poichè le loro anime vivono nella casa del domani, che neppure in sogno vi è concesso visitare.
Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercate di rendere essi simili a voi.
Poichè la vita non va mai indietro e non indugia con l'ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli come frecce vive sono scoccate.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi piega e vi flette con la sua forza perchè le sue frecce vadano veloci e lontane.
Fate che sia gioioso e lieto questo vostro esser piegati dalla mano dell'Arciere:
Poichè come ama la freccia che scaglia, così Egli ama anche l'arco che è saldo.
Kahlil Gibran

Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso, l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia?

Tagore-Maternità


E' tornato.Il fiore sul balcone è esploso in una notte. Ora la pianta è carica, piena, strabordante di colore.Mi sono dinuovo incantata a guardarlo, ma è Il profumo che inebria e stordisce.Mi dispiace tu sia stanco e lo capisco, ma paghi le tue scelte del tutto capibili, ma libere... mi dispiace ancor di più che io rientri nelle "scadenze" e negli orari che tanto ti urtano. Sapessi quante cose urtano me e mi feriscono!Ritardi, disdette, atteggiamenti che non concepisco. Eppure...se si tiene a un rapporto bisogna saper soprassedere e soprattutto comprendere e adeguarsi. Venirsi incontro con pazienza e affetto, come poi abbiamo sempre fatto.Come fa questa pianta delicata, saldamente adagiata sui muri. Che comunque non molla la presa, ma abbellisce tutto ciò che la circonda. Avrei voluto dirti queste cose ieri, ma poi non ci sono riuscita. Non è sempre facile parlare.Si ha paura di essere fraintesi, di creare tensioni inutili. Invece scrivere è diverso, ti permette di essere sincero con grazia, rimodellando i toni, smorzando gli acuti che stridono. Oggi infatti quando ho visto il giardino lilla ho pensato a te, e a come sarebbe stato bello farti partecipe di quella meraviglia. Mi piacerebbe avere una casa un giorno, con un glicine rampicante. Mi piacerebbe poter ricordare queste mattine luminose, in cui tutto può ancora succedere.


Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
é dunque la ventura delle venture.
Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

(Eugenio Montale, Ossi di Seppia)
***

Il girasole impazzito di luce.Ho un immagine così dentro. Ed effettivamente mi sento anch'io un pò come una pianta bizzarra. Ci sono stati tanti momenti che mi hanno inselvatichito, resa sterile o piena di rovi molesti. Eppure, quando arriva questo vento, quando il cielo è dinuovo terso e vivido io rinvigorisco.Giro la testolina verso il sole e mi stiro, come una bestia che esce dal letargo.Non serve portarsi un fardello di buio appresso. La pioggia scorre, bagna le radici e le rinverdisce,le rafforza.E' un concime naturale.Così l'inverno coi suoi freddi, se non ci fosse la natura seccherebbe, morirebbe di sete, non avrebbe modo di germogliare. Tutto serve. Lo ripeto sempre più spesso. E così mi è riservito sentirti ieri sera. Dopo tanti mesi. Ricordare quel pomeriggio estivo, sotto il portico di campagna con una malinconia buona, clemente.Oggi sono davvero sicura che una vita, un amore privo di dolore e sconfitta non è reale. Non serve. E' come una bambola vuota ,caricata con una pila. Le persone no, quelle hanno l'anima. E l'anima non la puoi caricare. Comunque sia non lo so se quella lettera la consegnerò. In ogni caso l'ho scritta. Come l'ho scritta ad I. liberandomi di un peso che covavo dentro da quasi 7 anni. Se mi ci vorrà così tanto ,fra 7 anni gliela darò. Per il momento mi godo il presente, apprezzo questo caldo benigno, inspiro l'aria carica di profumi.Il resto? Relativo.Il passato non torna e quello che possiamo fare è solo proseguire.Ed essere un pò folli.Perchè la pazzia aiuta a prendersi poco sul serio, ad essere ironici su se stessi e a non diventare insopportabilmente pesanti.Spero di trovare le trasparenze giuste, quelle che, come dice il saggio Montale illuminano il tragitto. Il nostro, cmunque sia, è stato meritevole, abbiamo scalciato qualche pietra, ma il panorama era mozzafiato e di questo ti sarò sempre grata.
