mercoledì, 31 maggio 2006

Solo che sono felice.Ecco.Non ho altro da aggiungere.Un viaggio strano e complesso, spigoloso e dolce, come è poi il nostro rapporto.Poteva essere meglio?Mi restano negli occhi mille immagini, le foto, le risate, il bagno ridotto,il vento freddo...i mocha caffè with cream e le corse in metro,le colazioni inglesi e il tour in autobus scoperto ,il Tamigi marrone e la crocera,il London eye, la notte di Piccadilly con le luci e le stravaganze estreme...i tuoi baci, le tue parole... il tuo sorriso.I love you so much my little beast only that.Only that my dear.

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giovedì, 25 maggio 2006

Domani parto.Destinazione Londra con valigie di sorrisi.Ho in mente percorsi immaginari pieni di forse.Non so esattamente se mi sento felice.So che in me manca qualcosa e so che quel qualcosa si è rotto e non tornerà più come prima.So che l'incrinatura è vecchia e sbiadita, ma so anche il tessuto su cui è fatta, la materia che si è sfregiata.Ci sono pelli più ruvide di altre.La mia è difficilissima da cicatrizzare.Una fibra sfilacciata è da buttare, se la cuci diventa ancora più brutta.  Sono così stufa di ripetere concetti e giustificazioni, di darmi spiegazioni plausibili ad un fatto che è obiettivamente diverso dalla realtà prospettatami.Io non sono fessa e non sono debole.Ma forse devo iniziare a capire a rendermi conto che pure io, come tutti, sono stata usata e fregata in passato.O forse nemmeno questo...non è stato contro di me è stato solo a suo vantaggio ,per sè, è pur sempre un'attenuante.Ma  io sono una persona orgogliosa ed esigo rispetto. Il problema è che lo esigo il triplo da quelli che amo.Punto.Passino gli sbagli, ma le mezze verità no, io voglio che tutto torni.Tutto.E qui qualcos anon quaglia.Mi piace la chiarezza, apprezzo il coraggio e la lealta di ammettere i propri errori perchè io per prima li ho fatti ma non li ho rinnegati.Non mi sto riferendo ad una persona in particolare preciso, chi si sente tirato in ballo valuti le proprie code se ce le ha, ma non mi addossi pure questa colpa.Sto sfogandomi genericamente perchè non mi sento a mio agio in un mondo di falsi e opportunisti in un mondo in cui ci si caga in mano perchè ci si vede beccati con le mani nel vasetto di marmellata ed invece di ammettere la propria miseria si adducono scuse, ignobili giustificazioni. Sempre. Sul lavoro, tra amici. (Bella parola, non mi sento a mio agio con molti di quelli che ritenevo tali, i migliori sobno persone che conosco da poco,con cui non ho condiviso ancora a sufficienza). In più occasioni di quelle che crediamo. Lo so sono negativa oggi,non mi piaccio neppure ,  ma non mi va di far sempre finta che tutto vada bene quando non è così.Il mio rammarico enorme? Quello di poter trovare 1 persona sulla faccia della terra, 1 che non mi abbia mai delusa,che mi abbia amato al di sopra di sè.Credevo esistesse una persona così ma la realtà mi ha smentita.Per fortuna restano i miei genitori...per un figlio unico infondo sono sempre l'approdo più saldo.Forse sono ingiusta. Può essere. Infondo dentro il cuore degli altri non ci sto, non so davvero le loro motivazioni. So che molte persone mi vogliono bene  davvero e che qualcuna di esse mi ama davvero.Ognuno lo fa a modo suo.Ma mi rendo conto  anche che non è facile guardarsi dritto negli occhi e dire "io mi rispetto e mi stimo perciò non mi abbasso a livelli in cui poi non riuscirei a guardarmi ". Tante volte chi si comporta male è perchè egli stesso ha subito.Un cane che si morde la coda.Mi vedo circondata di facciate, di plastificazioni umane più che di individui.Eppure, benchè veramente amareggiata, scoglionata e stanca non mi arrendo: per me stessa, nello specchio vedo ancora un viso e non una merda. E' già qualcosa, non tutti possono permettersi questo lusso....Vorrei potermi godere questi 5 giorni lontana da qui,  respirando mercatini, passeggiate nei parchi e nei musei, bevendo pioggia ed orange  juice,ma so già che non sarà possibile se non affronterò il mio malessere con chi di dovere. una volta in più...che importa?Pertanto gente una volta ancora mi metterò in gioco, rischierò tutto su una puntata pericolosa.Preferisco precipitare virando piuttosto che non essermi mai alzata in volo.

Couple Nuzzling Each Other Beside the Thames River,

 

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mercoledì, 24 maggio 2006

E' bello non avere progetti.Da un senso di libertà estrema.
Ti è piaciuto ieri sera e ti piacerà domani sapere di non avere impegni e impegnarti solo con le tue riviste colorate e una grossa tazza di tisana a guardare ricette appetitose o confezioni colorate di creme per il corpo.
E' bello avere progetti.
Ti piace sapere di avere già un impegno per l'otto giugno anche se manca tanto tempo e hai dovuto ieri scrivere una mail orribile in cui dicevi: "questo giorno non posso e purtroppo nemmeno quell'altro"  per improrogabili impegni di studio.
Uno dei momenti più belli della giornata è la mattina quando scendi dall'auto prima di entrare in ufficio, annusi l'aria che sa di tigli  e intorno a te non c'è più niente.


***

E il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo. Volò oltre le Scogliere Remote, ben oltre.



Il suo maggior dolore non era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere.

Ogni giorno, lui apprendeva nuove cose. Imparò che, venendo giù in picchiata a tutta birra, puoi infilarti sott'acqua e acchiappare pesci più prelibati, quelli che nuotano in branchi tre metri sotto la superficie: non aveva più bisogno di battelli da pesca e di pane raffermo, lui, per sopravvivere. Imparò a dormire sospeso a mezz'aria, dopo aver stabilito alla sera la sua rotta, nel letto della corrente d'un vento fuoricosta, e coprire così un centinaio di miglia dal tramonto all'alba. Con uguale padronanza ora volava attraverso fitti banchi di nebbia sull'oceano, o sennò si portava al di sopra di essi, dove il cielo era limpido e il sole abbagliava. ..mentre gli altri gabbiani, con quel tempo, se ne stanno appollaiati in terraferma, mugugnando per la pioggia e la foschia. Imparò a sfruttare i venti d'alta quota, e portarsi nell'entroterra, per un bel tratto, e far pranzo con insetti saporiti.

Quel che aveva sperato per lo Stormo, se lo godeva adesso da se solo. Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì ch'erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d'un gabbiano. Ma, con l'animo sgombro da esse, lui, per lui, visse contento, e visse molto a lungo.

Arrivarono ch'era già sera. E trovarono Jonathan che volava librato, solo e in pace con se stesso, nel libero cielo che lui tanto amava. I due gabbiani che, a un tratto, gli comparvero d'accanto, uno di qua e uno di là, erano candidi come la luna, e dalle loro piume emanava un chiarore blando, suadente, nell'aria che imbruniva. Ma più amabile ancora era la grazia, l'abilità, con cui volavano, mantenendo, fra le punte delle rispettive ali, una breve e costante distanza.

Senza profferir parola, Jonathan volle metterli alla prova.

Una prova che mai nessun gabbiano aveva superato. Impresse alle sue ali una torsione tale che gli permise di rallentare, fino al limite estremo, a un soffio dallo stallo. Ebbene, quei due radiosi uccelli, pure loro, rallentarono con lui, gli restarono alla pari, senza sforzo. Altrochè se  s'intendevano, di volo lento.

Allora lui, raccolte le ali, rotò e si buttò giù in picchiata a centonovanta miglia all'ora. E quelli si tuffarono con lui, sfrecciando insieme a lui, in perfetta formazione.

Infine lui compì, nella cabrata, un lungo mulinello verticale. E quelli volteggiarono con lui, tutti giulivi.

Si rimise in volo orizzontale e per un po' non aprì becco.

Molto bene, » disse poi. e voi chi siete? »

“Veniamo dal tuo Stormo, Jonathan. Siamo fratelli tuoi.”.

Quelle parole furono pronunciate con calma e fermezza. “Siano venuti per condurti più in alto. Per condurti a casa”

“Io casa non ne ho. Nè ho una patria, nè uno stormo. Sono un Reietto. E più in alto di così, ve l'assicuro – stiamo volando alla sommità del Vento che nasce dalla Grande Montagna - più in alto di così, tranne magari un  par di cento metri, non riuscirei a sollevare questo mio vecchio corpo. »

" Sì che invece puoi riuscirci, vecchio Jonathan. Perché tu hai imparato tutto. Hai terminato un corso d'istruzione, e ne incomincia un altro, per te. Adesso.”

Come aveva illuminato tutta quanta la sua vita, il lume dell'intelletto lo soccorse in quel momento, e lui capì. Avevano ragione, quegli uccelli. Lui poteva volare, sì, più in alto. Ed era l'ora, sì, di andare a casa. Abbracciò con un ultimo sguardo il suo cielo, i magnifici campi del cielo, dove aveva imparato tante cose.

" Sono pronto.” disse alfine.

E il gabbiano Jonathan Livingston fece prua verso l'alto, scortato da quei due splendidi uccelli, e scomparvero insieme nella notte.

 

Da “Il gabbiano Jonathan Livingstone” di Richard Bach


 

 

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venerdì, 19 maggio 2006

Nel portafoglio hai una fotina. Minuscola. Sei tu nel 1997. Inutile fare le modeste: eri proprio bona. E giovane. E un tantino sprovveduta. Ma solo poco però. Ti sei domandata se sei ancora così e la risposta è no. Non puoi sapere che impressioni susciti nel prossimo, ma sei certa di non essere più la stessa. Questo non necessariamente è un male: le persone cambiano.
Gli amici dicono...eh valeee (amano le cantilene!) ogni motivo è buono per ubriacarsi vecchia volpe. Una battuta vale l'altra, ma la verità è che l'ultima volta che ti sei ubriacata un po' è stata con lui e avevi bevuto solo un fragolino. La peggio cosa è che ti ci sono voluti tre giorni per riprenderti. No, che non sei più quella di prima: quella che si beveva cinque cuba in una sera e poi il giorno dopo stava benissimo. Ma neanche tre. Ma neanche due. La verità è che anche quando esci con la M. ordini solo succo di frutta.
Eppure a volte un po' ti manca quella che eri e sogni a occhi aperti di ubriacarti e finire a letto con uno sconosciuto, come facevi una volta, ma anche con uno poco conosciuto, purché altamente selezionato (avresti già in mente una lista, se è per questo, ma non è questa la sede). Tu lo sai perché succede: perché stai facendo scelte da adulta e questa cosa ti fa paura, allora sogni a occhi aperti di combinare pasticci da ragazzina. E' semplice paura di crescere.
Ma sai anche serenamente che ti basta sognare e che non ti interessa davvero mettere in pratica. Se questa fosse la giornata dell'autocompiacimento potresti dire che sei molto matura ad aver capito tutto questo invece di combinare casini come diverse persone fanno alla soglia di un passo importante che li spaventa a morte.
Ma in realtà è solo una giornata di ricordi e ti è venuto in mente che 8 anni fa fa avevi almeno le idee molto chiare su quello che volevi essere e attorno a te c'era gente che aveva le idee altrettanto chiare.  Oggi alcuni sono sposati, altri laureati. E tu invece hai cambiato direzione e non sei ancora abbastanza adulta per accettarlo.



  

 


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mercoledì, 17 maggio 2006

Inizio ad amare  l'estate in potenza. Il rumore del sole.
Non aspetto che lo svenimento. Questa è l'ora in cui si concede. Mi rilassa le membra portandomi in sogno in un prato abitato da ombre. Uccido petali di rosa, ne faccio ornamenti per il cielo. Ho un arma dorata molto pesante incastonata nel polso si chiama "rinascita".Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria:è la fisica.Una legge che non si può infrangere.Ho un sorriso in questa giornata fatta di spighe e papaveri.
Nell'aria un riflesso che accenna la sera. Nel sonno dei sensi osservo il passeggio.
Quel dondolare impreciso che si consuma all'orizzonte. Quelle vecchiette adornate di spine. Le azzanno alla vena del cuore mostrandomi giovane.
Una di loro mi vede osservarle, mi risponde senza espressione con aria rassegnata e saggia. Ricorderà il suo passato?Quali possibilità tralasciate negli occhi del tempo?

E le mie?Oggi inizia una nuova biforcazione.E il terreno profuma di rose rampicanti e di prati  rossi dentro cui nascondersi.
 

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venerdì, 12 maggio 2006

Tutti tradiscono.I genitori tradiscono i figli perchè si separano, i figli i genitori perchè non realizzano i propri sogni repressi, gli amici perchè non danno quanto ricevono, gli amori perchè nel momento di debolezza si rifugiano in altri corpi. Poi magari è accettabile, motivabile questa fragilità umana...va compresa, capita.....non condivisa, ma analizzata perchè spesso le ragioni sono più tollerabili del gesto in sè e perchè una persona non è le sue azioni.Ok,ok...solita storia. Resta il fatto(amaro) che  solo una specie non tradisce.....quella animale.Non crea false coppie, ma se le istituisce le rispetta e vive la relazione con devozione e condivisione sacra, come una scelta da perseguire fino in fondo. Questo è ammirabile e commovente. Tutto questo preambolo  per dire che la mia gatta Circe  ha un tumore e lunedì verrà operata. Ha 9 anni ma io non voglio che muoia. Non voglio perdere il suo sguardo dolce e bizzoso, le sue fusa, l'accoccolarsi discreto sui miei piedi la sera, il gioco buffo di quando mi rincorre. Come mi ama lei, senza deludermi mai, senza opprimermi mai, rispettandomi sempre e sempre interpretandomi nel modo giusto, nessuno saprebbe fare.

 

 

Ti voglio bene amica mia.

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giovedì, 11 maggio 2006

 

Il telefonino:questo sconosciuto.

Ovvero riflessioni semi serie sull'incapacità del maschio italico ad avere un rapporto accettabile con il cellulare.

Bisognerebbe fare un corso accelerato di telefonia ai signori uomini.Il tel. di casa ormai è desueto..inutile cercarli nell'alveo domestico...non ci saranno, risponderà la signora mamma o peggio nessuno e questo aumenterà ancora di più la frenesia e l'ansia di parlare con loro, di scovare dove diavolo sono finiti visto che l'orario di ufficio è ampiamente sforato....Perciò passiamo subito al capitolo cellulare, dimenticandoci l'illusione di poter comunicare coi nostri uomini comodamente spaparanzate sul nostro divano sperando che facciano lo stesso.Telefonino di nuova generazione ok, ma come usarlo?(A parte per catalogare fotine sconce e video porno da commentare con gli amici, ovvio).Quel tastino serve per installare la suoneria o la vibrazione.Se non vuoi essere disturbato durante il lavoro uomo puoi togliere il volume, ma mantenere l'apparecchio acceso....nei pantaloni avvertirai un sibilo, un vibrare sospetto...che non sarà dovuto ad una scarica ormonale scatenata dal tuo corpo per l'improvviso passaggio della pettoruta segretaria( n.b. leggibile anche  come centralinista scosciata-collega tatuata è uguale!) ma da una chiamata che appunto ti sta raggiungendo(o meglio sta tentando di raggiungerti!).Quell'altro tastino, combinato con la freccetta, serve per cancellare i msg....non quelli della tua donna ,ovvio, ma quelli che, sarebbe meglio non leggesse,così tanto per evitare scene isteriche.(Se non mi dai retta non piangere lacrime di coccodrillo quando verrai miseramente beccato!).Quando l'apparecchio suona (o vibra o emette luci!!) bisognerebbe rispondere...non dopo 15-20 squilli(il che, spesso disattiva la chiamata) ma subito o relativamente presto. Se questo non fosse proprio possibile(è giusto...esistono mille plausibili motivazioni)resterà ben leggibile il nome e il numero di chi ha chiamato....pertanto.....dovrebbe essere intuibile RICHIAMARE la suddetta persona, in particolare se i tentativi sono più di uno e risalgono ad alcune ore prima........Ultimo avvertimento:ogni tanto un sms è gradito...scrivere un breve testo appassionato e-o romantico ed inviarlo alla propria compagna non è prerogativa di ricorrenze-compleanni-serate di sesso sfrenato :sarà gradito ricerverne anche dopo incontri  improvvisati, cenette,pomeriggi di shopping, vacanze e w.e. condivisi e soprattutto......quando non si è fatto nulla di tutto ciò, non ci si è visti nè sentiti e si ha solo voglia di comunicare alla propria metà che è importante.Se seguirete queste piccole ma estremamente semplici regolette, signori uomini,le vostre mogli-fidanzate-prede saranno di certo più contente e meno aggressive il che renderà più piacevole a tutti il rapporto:)

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mercoledì, 10 maggio 2006

Gran Bretagna, 1977 © Gianni Berengo Gardin

Gli uomini temono le donne. Ne hanno paura.E' un dato assodato...ho parlato con più di una persona (di sesso maschile) e tutti me l'hanno confermato. Arrivismo, Aggressività, Competizione, Iniziativa.Ruoli che appartenevano all'essere dominante non al cosidetto sesso debole fino a pochi decenni fa.Tutto capovolto. Tutto rigirato. Chi preda? Chi cacciatore?Loro amano le sfide. Si sentono defraudati di un ruolo, quello di predatore che troppo spesso facciamo nostro con schiacciante maestria e superiorità.Ci siamo appropriate pure dei loro lati peggiori...volgarità, strafottenza, orgoglio smodato, carrierismo....non sapendo valorizzare quelli davvero femminili ed unici che ci rendono nettamente più complesse e complete. Diamogliele queste sfide mi ripeto. E allora eccoci remissive (?) , dolci, accomodanti, mamme-sorelle-crocerossine. Non va bene uguale. L'apatia.....la routine......il vestito da casalinga frustrata che non si accompagna con l'autoreggente e il tacco a spillo. Ma attenzione...ecco un altro mito da sfatare...loro vogliono entrambe, non basta neppure la mantide tutta curve e malizia.....vogliono la cuoca,la intellettuale, la indipendente...che sappia poi sciogliersi in un rassicurante abbraccio e preparargli un soutè di cozze o un sartù di maccheroni........Ditemi dunque  come si può fare per avere amore in un modo equilibrato, in uno scambio equo che non terrorizzi nessuno e che nello stesso tempo stimoli e appaghi..cervello e spirito oltre chè corpo.
.Quello che sono io? Una donna in assenza. Una rosa invernale dalle spine strappate,una fragola fuori stagione.Però mi piaccio così.E non mi rinnego.Perchè è nelle sfumature che si legge il completo disegno.Perchè è negli ossimori che si salva la verità.

 

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martedì, 09 maggio 2006

Da bambina credevo di essere altra cosa. Ci credevo davvero. Ero qualcosa di magnifico con la bocca chiusa dalle stelle. Sognavo di non esserci.Immaginavo di non dover diventare adulta, di restare sospesa in un 'adolescenza senza fine.Anche se forse un pò la desideravo questa "età adulta". Una Peter pan in gonnella che sogna l'isola che non c'è appoggiata al ponte di una nave di carta.Ma io non portavo gonne. Non erano abbastanza "rivoluzionarie".Io ero un pò ribelle, un maschiaccio con occhi di cervo e ciglia lunghissime. 

Avevo scritto poesie una mattina. Succedeva un secolo fa. Quando ero piccola.Gambe sbucciate su un'altalena.Parlavano di cortecce e rami, di sogni e lacrime. Mi ricordo che sapevo della nascita. Questo grido da esplosione. Tutto il sangue che diventava vento. Un cadaverino scivolato tra le gambe della gravida,un futuro uomo. Mi spezzavano alla luce questi pensieri.Mi interessavano perchè proibiti. Ero io che cadevo nel destino. Immaginavo che avrei avuto un figlio maschio e che sarebbe stato un principe.Ricordo che passavo giorni di prati  dilettandomi poeta senza musica. Ascoltavo solo il frinire delle cicale fra i papaveri.Incrociavo le gambe per proteggermi. Restavo ad osservare le nuvole nel cielo, distesa a naso in sù

Sapevo che quel nome mi avrebbe accompagnato. Vale. Vale eri diversa... quanto disprezzavi la presenza del tuo corpo in crescita.Fuori già donna , dentro bambina. Scrivevi sul quadernino a quadri "Da grande giocherò a non esserlo. Per ora gioco a non esserci."Oggi sì, vorrei tornare indietro a quell'ingenuità.


 

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lunedì, 08 maggio 2006

Ho letto mani differenti. Ognuna nasconde righe, contorni, solchi unici. Figure geometriche che celano vita e futuro. Sofferenze e sudore.Impronte digitali irreplicabili.Quale abbandono nel voltarmi il palmo, nell'affidarsi ad un responso dell'intuito.I volti quasi non esistevano.Risucchiati da quelle linee.In questo giorno d'inizio luce mie mani vorrei sapeste quale dolore provo nel godere di voi. Rinascerò con pelle diversa a celare differenti forme di cui servirmi. Lentamente diventa musica da danza la rabbia nell'impotenza. Lentamente divento demone-divora-pelle e vi sacrifico. Lentamente raggiungerò l'incoscienza per poter risalire la china e rinascere con ali nuove e prive di ferite.

 .

"

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domenica, 07 maggio 2006

Oggi riflettevo sul concetto di libertà.

Ci sono dei momenti in cui vorrei essere libera da tutto e tutti, vivere i miei 29 (sob) anni in modo diverso. Sarei la stessa persona?Se non avessi legami, radici,doveri?

Quanto più un uomo desidera essere libero meno lo è in realtà, perchè il suo desiderio di libertà proviene dalla realizzazione dei suoi desideri. E in questo caso la libertà cercata rappresenta solo l'espressione di un appagamento forzato del proprio ego.

Bisognerebbe riuscire ad essere liberi nello spirito, universalmente.

Forse la vera libertà, impraticabile in questo mondo così tanto materialista, è quella che si ottiene "separando"lo spirito dal corpo, lasciandolo capace di contemplare un raggio più ampio di possibilità.

Questo significa diventare un bambino quando si vuole aiutare un bambino, un vecchio se si vuole soccorrere un vecchio,un povero se si vuole sostenerlo, ed un santo se si vuole riuscire ad imitarlo.

Se non ci si tiene ancora al  non si teme nulla.Quando non si possiede niente non si ha timore di perderlo.

L'uomo moderno ha però perso il sentire forte dei valori,dimenticando l'essenziale.

Ed ecco la corsa folle verso  il possesso di oggetti, di persone.(ma un altro essere può essere posseduto?!Nessuno è di nessuno in realtà!) Il comprare ogni cosa, il mostrarsi "come gli altri".

Che squallore.

Decentrando se stessi dalle cose veramente importanti si precipita in un baratro senza fine di soddisfazioni meramente superflue e materiali, che lasciano vuoti e scontenti,perdendo sempre più di vista la centralità pura dell'esistenza.

Avidità del benessere, della reputazione, dell posizione.

Terrore di esserne defraudati.

Se desiderassimo più interiorità, più saggezza, quella non potrebbe mai venirci rubata.

 

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sabato, 06 maggio 2006

Sto guardando le pareti dell’aria.Questi fiori dipinti sui rami.

Oggi non sento niente.
Oggi sono la testimone della vita di un passante. 

Eppure mi assomigliano. La loro precarietà,la loro sfrontata irriverenza.Mi hanno tra le dita i petali di questa primavera che tarda a virare. Eppure in questa luce rinnovata riesco a provare qualcosa.Un respiro di luce.La vita nasce dal respiro. Se siamo calmi,tesi, ansiosi...il respiro cambia, trasmutano i battiti, le palpitazioni del cuore. Persino quando siamo innamorati il respiro è diverso perchè il sangue viene pompato più rapidamente al cuore,le pupille si dilatano alla vista dell'amato e senza accorgercene  subiamo un mutamento dall'interno. La respirazione è l'alito dell'anima se ci pensate...quando un bambino nasce la prima cosa che fa è un grido al mondo, un respiro che unisce l'anima al corpo.Il respiro segue un certo ritmo, una certa danza, come quello dell'universo.

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venerdì, 05 maggio 2006

Someone and someone were down by the pond
Looking for something to plant in the lawn.
Out in the fields they were turning the soil
I’m sitting here hoping this water will boil
When I look through the windows and out on the road
They’re bringing me presents and saying hello.

Singing words, words between the lines of age.
Words, words between the lines of age.
If I was a junkman selling you cars,
Washing your windows and shining your stars,
Thinking your mind was my own in a dream
What would you wonder and how would it seem?
Living in castles a bit at a time
The king started laughing and talking in rhyme.

Singing words, words between the lines of age.
Words, words between the lines of age

*Neil Young*

***

Io ho bisogno di distanza dal mondo. Avevo bisogno di abbracciarmi. Non mi abbraccio spesso.
Ho dipinto. Quel che ne è uscito è un luogo un po' diverso dal paese immaginario che tutti sognano. Quel che mi è venuto in mente è di costruire un viaggio attraverso le percezioni. Le emozioni. Sarà un progetto complicato e ho voglia di condividerlo. Un progetto che non ha data di scadenza, nè richiede un lavoro preciso. Ci vorrà il tempo che ci vorrà.
. Il paese del sogno continua ad essere immobile.

Lascerò che i fiori ricomincino ad avere un odore e le pietanze un gusto, anche al di fuori delle case.
Non è semplice, lasciar che i colori sconvolgano questo paese. Qualsiasi cosa qui desta scalpore. Un fiotto di luce, un movimento, una nota.
C'è perenne silenzio, corrotto soltanto dal ronzio di qualche ape che si sta svegliando. E' un'estate invernale. E io son tremendamente intrecciata alle stagioni. Prima camminavo senza lasciare orme. Ora ci son piccole scie di inchiostro, di tanto in tanto. Segnano per lo più percorsi circolari. Non cerco la fuga. Quel che voglio è rianimare questo luogo. Rianimare me stessa .
Mi dona, respiro. Poi mi allontano e continuo ad accarezzare l'aria. Ogni spazio si sta riempiendo, goccia per goccia. La sorgente è infinita e nulla mai trabocca. Aspetto un'altra sera come questa.
Aspetto di risentire questa canzone.Come abbiamo fatto insieme tenendoci abbracciati senza quasi respirare.Per paura di muoverci e rompere l'incanto.
Credo di essere sul percorso giusto. Perlomeno, non sono pentita di avere intrapreso questa strada.

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Ora prova a domandarti se ti appartiene l'inquietudine.
Io di lei possiedo gli angoli.
Acuti stati di penombra inverosimile.
La possiedo come ora mi rapisce nello spasimo l'occasionale sconosciuto.
Mi dedica una parte del respiro che lo assilla.
Io ricambio nel mostrarmi comprensibile.
Un'amante che reagisce allo sforzo passionale.
Allo slancio primordiale.
Dammi vita.
Ho drappeggi a coprirmi l'anima ma riesco a renderli invisibili perché si renda credibile il trasporto che recito nell'assecondare il movimento della mia ricerca.Infondo non è dagli orli che si capisce la qualità del tessuto?
Dammi vita.
Ho bisogno di emozione per scoprirne i contorni.

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giovedì, 04 maggio 2006

Ora ho paura di addormentarmi. Ho paura dei pensieri assassini. Navigo con una barca di carta.Una barchetta su un rivolo sporco.
Le magnolie sul tavolo della stanza da pranzo sembra respirino. La loro eleganza m'incanta.
Chiedo a Dio di trasformarmi in un fiore. In ginocchio sul marmo lo prego di darmi petali al posto del corpo.
Sarei profumata e intoccabile.
Sarei una di quelle cose nate per morire all'istante.

postato da: eclissidisole alle ore 10:50 | link | commenti (6)
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mercoledì, 03 maggio 2006

Arriverà qualcuno che si prenderà il mio posto
e allora io starò solo a guardare.
Mi metterò seduto con lo sguardo fisso su di te
perché ho imparato ad aspettare.
Sono due giorni che camminiamo tre metri sopra al cielo.
E proprio adesso che ci penso mi ricordo
quante volte non ti ho perso per un pelo ma.
Solo con te, ma tu,
non ho bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te

sai cosa c'è ma cosa ci sta quando in fondo ad una storia
nessuno sa come andrà
tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi, mi parli persa nei tuoi traguardi
lo voglio fare davvero basta un attimo
lo voglio fare davvero se so che ti ho
non c'è situazione che spaventa,
solo con te quella voglia che ritorna.
Solo con te, ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma questo mi fa stare bene,
solo con te solo con te,  
giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare.
Solo con te
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te...

*ZeroAssoluto*

***

Ci sono cose che non ho mai capito, allora spiegatemi voi perchè accadono 

Perchè vorremmo essere sempre diversi da quello che siamo, perchè una foto di un bel culo di donna ci fa impazzire e ci eccita o, se siamo donne, ci fa imprecare con la bocca piena di quell'ultimo pezzo di torta al cioccolato. E buttiamo il resto nell’immondizia invece di pensare che noi siamo anche quella.E perchè se vediamo un gran bel culo di donna o di uomo, ci limitiamo a guardarlo, o sospirarlo ma non ci passa per la testa di andare da quello che c'è sopra a quel fondo schiena e dire buon giorno, lei è veramente carina, lei è veramente bello, glielo dico così senza fini ulteriori. Oppure glielo dico così perchè vorrei tanto che lei avesse un rapporto sessuale con me.  trachea sembra che voglia strozzarmi…

Spiegatemi perchè è proprio quando non si ha più niente da dire che si dicono le cose migliori. O le bestialità più polverose.

Perchè quando hai già detto troppo e ritieni di non poter fare di peggio ecco che ti osannano e ti portano in trionfo, mentre quando ami a strappacuore allora non sei degno di parlare a una mucillaggine. E ti seppelliscono sotto la sabbia, per non sentirti ancora.

Spiegatemi perchè solo i salmoni risalgono la corrente e tutti li acclamano, li studiano condiscendenti, e trovano la cosa estremamente originale e positiva, quasi normale in seno alle follie della natura. Ma se pensiamo noi, anche solo per un attimo di andare contro corrente, allora ti ritrovi a vivere dentro a un cartone alla Stazione Centrale...E ditemi, vi prego, perchè in ogni città c'è sempre una Stazione Centrale di merda piena di cartoni e di salmoni che dormono dentro.

Trovatemi allora una spiegazione al nostro lavoro, al nostro stile alla nostra facciata, a tutto ciò che noi facciamo finta di essere.

Se parlo con Giacomo  devo essere una specie di martire della famiglia, perchè lui la famiglia non l'ha vissuta e guai a chi gliela tocca. Se parlo con Monica sarò una ninfomane incallita così solletico il suo eros da pigmeo e il suo cervello si strizzerà ancora alla ricerca di un orgasmo che mai avrà in vita sua, perché a un uomo vero  non riesce a starci dietro, e allora ne cerca cento fittizie per le sue seghe mentali preferite. Se parlo con Ale sarò una fata bellissima con tutti gli attributi giusti, e i capelli rossi fino alle caviglie. Mi vuoi sciantosa? mi vuoi madre coraggio? Come mi vuoi? Mi vuoi ingannevole e falsa? Mi vuoi una puttana esperta ma anche una bravissima padrona di casa? Mi vuoi ventiquattrenne su una splendida spiaggia di cuba? O vecchia e grigia randagia ? Potrei mendicare a Roma o girare in Porche per Palermo. O mi vuoi capace di parlare di qualsiasi squadra di calcio, di qualsiasi nota politica, di qualsiasi tecnicismo, di qualsiasi impronta religiosa, di qualsiasi fatto sociale o che ne so, magari con le capacità oratorie di un famoso concertista potrei parlarti della musica o nelle vesti di un esperto ingegnere potrei tenerti appeso per il naso per tutto il tempo che desideri parlando per ore di plastica e polimeri, o anche in quelle di un grandissimo professore di informatica potrei distruggere tutte le tue conoscenze infiltrandoti un virus ?  Posso essere qualsiasi cosa e non mi serve tempo. Lo sono gia'.

Perchè di fatto noi vorremmo essere solo NOI, ma in ogni occasione diversa noi siamo diversi, e la diversità non la pretendono gli altri da noi, ma siamo noi che ci moduliamo a seconda di chi abbiamo davanti e di cosa vogliamo veramente da quella persona. Ma non viene mai fuori quello che veramente si pensa, non facciamo quello che desideriamo. Perché siamo legati, imbavagliati, incatenati, e ormai erosi e così perduti in questo caos impositivo, che per noi ormai un mondo senza regole e norme e postille sarebbe invivibile e vuoto.E così piano piano ci costruiamo la nostra conchiglia. Stratificando ogni evento della nostra vita. 

Spiegatemi allora, perchè tutto il mondo dovrebbe ruotare intorno a me, come quando compro un telefono, perchè dovrei arrampicarmi sopra un grattacielo, o pattinare sui tetti per poter telefonare a mia madre, e questa immagine è considerata normale.

Perché invece è anormale poter giocare da vecchi con le bambole, e correre fuori di casa in ciabatte anche se è novembre, perchè non ridiamo di tutte le vecchie imposizioni e costruiamo nuovi spazi mentali dove accogliere la nostra nuova storia e liberarci dalle scemenze. Poter scrivere e parlare in modo sgrammaticato, da dislessici, da impediti. Una sorta di autismo voluto, dove ritrovare i veri noi.

 immagine

A niente serve quello che mi è stato insegnato fin'ora. Perché ogni istante è nuovo e il vecchio non aiuta a decifrarlo.Perchè il momento si evolve più rapido dei cambiamenti del mondo e non basterà la tua vita per studiarne la storia.

Spiegatemi davvero perchè devo aspettarmi tutto questo.

Grazie a ViolaViola.


 

 

postato da: eclissidisole alle ore 15:12 | link | commenti (3)
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martedì, 02 maggio 2006

Avviciniamo l'estate in una Roma arcana e lucente,anche sotto la pioggia.
Corpi che inesorabilmente crescono. Rose che appassiscono. Ripetiamo ritornelli e risate.Ci cibiamo di baci e confidenze oltre che di zucche e cappuccini.Non ho bisogno di carrozze.La piazza di pietra ha creato arabeschi di sole tra i nostri abbracci.Piazza Navona ci ha visti viandanti di sogni in una data importante che resta solo nostra,per un significato che non ha bisogno di spiegazioni.
Ti ho stretto così forte.
Imitavo i fulmini.
Quasi sapessi avrei dovuto stare senza.Ma tu non te ne andrai.E io stavolta davvero ne sono sicura.Sono stata bene. Sono dinuovo felice.
Un giorno mi sveglierò piena di potere e sfiderò il destino.
 Perchè,come hai scritto, in noi c'è il futuro che cerchiamo. 

 

postato da: eclissidisole alle ore 15:47 | link | commenti (6)
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